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Processo amianto velodromo: si inizia con i testi – Marzia Lazzerini

DANIELA POSOCCO AG TOIATI IMPLOSIONE

 

Processo ex Velodromo Eur. Si inizia con i testi. Con l’udienza di martedi scorso si è segnata la seconda tappa del processo che riguarda la demolizione avvenuta nel 2008 dell’ex Velodromo all’Eur con relativa dispersione di amianto nell’aria e che vede come unico imputato Filippo Russo. Scarsa prevenzione sì ma a quanto affermato dal testimone Fulvio D’Orsi, Direttore del Servizio per la Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di Lavoro della Asl Roma C, l’amianto rivenuto non è stato poi tale da recare ingenti danni alla salute e all’ambiente. Fulvio D’Orsi si ritiene essere un testimone chiave in quanto oltre al ruolo che ricopriva all’epoca, ha un bagaglio formativo, tecnico e narrativo considerevole sulla sorveglianza sanitaria, la valutazione di rischi e la conoscenza diretta degli ambienti di lavoro. Rispondendo alle domande, ha confermato dunque che non è stata fatta un’ opera preventiva adeguata per l’implosione del Velodromo, così come ha raccontato che non c’è stata una corretta trattazione dopo il fatto in quanto esistevano vari impedimenti a poter eseguire dei sopralluoghi nella zona che già era posta sotto sequestro per questioni amministrative.

Iniziati i lavori di ripulitura e riqualificazione della zona è emersa una rete idrica con amianto, mai risultata quando si fece la famosa mappatura nel 2005 in quanto era stata fatta, come da decreto ministeriale del 6.9.94, solo per l’amianto a vista. Questo materiale rilevato pari a 130 chilogrammi di cemento amianto non è stato dichiarato poi così ingente da ricondurre alle fuoriuscite di particelle tossiche per la salute dei cittadini residenti.

La vicenda del processo Velodromo del quartiere romano dell’Eur comincia il 24 luglio 2008 giorno in cui è stato fatto implodere. La demolizione dell’impianto è stata decretata sotto la giunta del sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Nel progetto pensato dall’Eur Spa (azienda partecipata al 90% dal ministero dell’economia e al 10% dal comune di Roma) responsabile dell’abbattimento, si prevedeva la costruzione di una parco acquatico, la così detta Città dell’Acqua. Ma i lavori non sono mai partiti dal 2009 e il comitato Amianto Velodromo ha denunciato che unico scopo della demolizione era ottenere il cambio d’uso della struttura per poi edificare otto palazzine residenziali. Dopo alcuni anni di indagini e con il supporto delle denunce dei cittadini e dei comitati si è arrivati al rinvio a giudizio di Filippo Russo, unico imputato, sul cui capo pende l’accusa di disastro ambientale. A luglio la prossima udienza con altri cinque testimoni e in attesa di conoscere le documentazioni  inerente i pareri dell’istituto superiore della sanità, le copie delle analisi dei rifiuti e le relazioni dei prelievi.

Marzia Lazzerini

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