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50.000 firme contro i richiami vivi – la LIPU per la dignità degli animali selvatici

Se 50.000 vi sembrano poche…Sembrava fino a pochi anni fa una impresa impossibile invece ora la possibilità di intervenire per difendere la vita selvatica degli uccelli e’ diventata realtà. Un grande seguito popolare per un’azione di grande responsabilità collettiva ed ora politica grazie all’iniziativa della LIPU presentata oggi presso la Camera dei Deputati.
‘Dal 1992 con la legge 157 in Italia la presenza della legalizzazione di impianti con richiami vivi ha condizionato la vita di oltre i milione di uccelli. – ha sottolineato Fulvio Mamone Capria, presidente LIPU – Durante il periodo della migrazione sono utilizzati e catturati in questi impianti posizionati in luoghi angusti dove a questi uccelli viene interrotto il volo di libertà e violentata la vita.” Un’azione condizionante l’esistenza di tantissime creature che si inserisce in un quadro naturale di vita selvatica, osteggiata da tantissimi anni dalle associazioni animaliste ed ambientaliste. Il fenomeno e ancora più drammatico se si pensa ai tanti sequestri che vengono effettuati dalle forze di polizia soprattutto per tutti i prelievi che vengono fatti dei nidiacei e portati nel nostro paese soprattutto dall’est europa. Ora è partita la procedura di infrazione europea e si deve porre rimedio. ‘Voglio sottolineare l’azione di diritto della LIPU. Questa e un’attività vietata in tutta Europa. Come è possibile che l’Italia abbia compiuto questa attività a differenza degli altri paesi europei? – ha evidenziato Danilo Selvaggi, Direttore Generale LIPU – con la riscrittura dell’art. 13 della legge europea l’Italia ha pensato di risolvere il problema. In realtà la commissione europea non ha considerato questa soluzione ed ha aperto la procedura di infrazione. La commissione ha chiesto di dismettere ordinariamente questa attività perché non c’è necessità di cacciare con i richiami vivi poiché l’attività venatoria può essere esercitata limitandosi a mezzi alternativi. Ora c’è una convergenza di fattori straordinaria per cancellare definitivamente questa pratica cancellando l’art. 13 e ponendo invece un emendamento sulla legge 157/92. La legge andrà in aula alla fine di aprile e c’è tutto il tempo per ottenere questa conquista storica”. La battaglia per sanare questa barbarie passa ora alla camera. “Questa e una vera battaglia di civiltà – ha concluso Annamaria Procaccia, consigliera ENPA – voglio ringraziare tutti i firmatari dell’emendamento sin da ora. Ci sono ferite gravi con questa pratica, sia sulla legge 189/2004, sia sulla legge 157/92, sia sulla legge europea quale la direttiva europea uccelli. La peggiore e quella però alla morale e all’etica personale”

Categorie:Blog, Prima pagina

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