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Giornata Mondiale Vittime Amianto 28 Aprile 2014: il punto sulla questione – Marzia Lazzerini

amianto 1“Se è noto da più di un secolo che l’amianto è pericoloso, se da oltre vent’anni in Italia, in Europa, nel mondo, stiamo ancora aspettando le necessarie bonifiche dei territori, se si continua a morire a causa dell’amianto, se i governi non affrontano seriamente questa emergenza e le grandi industrie che hanno inquinato, fatto ammalare e morire milioni di lavoratori non hanno mai pagato e continuano a trarne profitto, allora questa giornata di memoria delle vittime trova significato e valore per noi proprio nel rivendicare l’urgenza di interventi concreti e denunciare la mancanza di responsabilità da parte di chi rappresenta le istituzionie si limita a “celebrare” solo a parole”, questa la dichiarazione della Presidente del Comitato Esposti Amianto Lazio, Anna Maria Virgili, a pochi giorni dalla celebrazione della giornata mondiale vittime amianto, il 28 aprile prossimo.

L’ininterrotta strage delle vittime dovuta alle malattie correlate all’amianto, viene ricordata il 28 aprile di ogni anno. E anche quest’anno sarà così. Ma è chiaro che questo appuntamento importante non può e non deve tradursi in un rito sterile.

C’è il piano nazionale amianto che il Governo Monti ha approvato e che il Governo Renzi vorrebbe attuare. A quanto pare non si riesce però a concretizzarlo in atti esecutivi a livello regionale. Si dovrebbe pensare infatti all’adozione reale di una legislazione regionale secondo quanto previsto dalla legge 257 del ’92 in grado di assicurare la definizione di un Piano Regionale Amianto e la sua attuazione affinchè vengano adottate dalle istituzioni e dagli Enti competenti i provvedimenti e le misure idonee ad eliminare il rischio amianto e a favorire la dismissione dell’amianto in ogni sua forma.

“Il piano nazionale amianto del Governo deve ancora essere approvato dalla Conferenza Stato/regioni ed è bloccato al Ministero dell’economia e delle finanze per la mancanza di coperture – è quanto sostengono in una risoluzione i deputati del Movimento 5 Stelle della Commissione Ambiente che proprio ieri alla Camera dei Deputati hanno rappresentato in conferenza stampa le questioni più stringenti dell’emergenza amianto – Bisogna mirare di più – spiegano – alla prevenzione, alla ricerca scientifica, alla interdizione dei crimini ambientali lesivi della dignità e dell’incolumità della persona, e che attraverso la valorizzazione delle associazioni e delle autonomie locali possa permettere di affrontare e risolvere questo enorme problema”. Ad esempio, oggi, nel Lazio non è ancora stata completata nemmeno la mappatura. Dunque prima si dichiara l’emergenza sanitaria e ambientale, poi si scopre che non ci sono i soldi per finanziare il Piano Nazionale Amianto. Il Governo individua come prioritaria la ricerca sulla cura del mesotelioma e poi non finanzia neanche quella. Gli aspetti su cui intervenire sarebbero molti: dai benefici previdenziali alle bonifiche ambientali, dal silenzio calato sul Fondo Vittime Amianto, al potenziamento del Renam e dei Cor (Centri Operativi Regionali), al problema dei rifiuti amianto di grandi e piccoli quantitativi, alla sorveglianza sanitaria. Secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) il numero di casi di malattie legate all’amianto nella sola Unione europea è compreso tra i 20.000 e 30.000 all’anno. Tutti i tipi di amianto sono riconosciuti come pericolosi per la salute dell’uomo e gli effetti nocivi a seguito dell’inalazione delle fibre di asbesto provocano malattie che possono manifestarsi dopo alcuni decenni.

Molti paesi nel mondo continuano a produrre e commercializzare l’amianto senza che siano adottate misure adeguate da parte dei singoli Stati e in particolare delle Nazioni Unite per una strage silenziosa, i cui effetti devastanti sono visibili dopo decenni.

1 risposta »

  1. Questo è un tema che va proposto sempre con maggior incisività…proprio perché gli effetti dannosi sono tutt’altro che immediati, mentre i guadagni lo sono.

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