Blog

A Roma il caso del museo che c’è ma non esiste…e che cerca casa

15749_1Non è un ossimoro, è la condizione che vive il Museo degli strumenti musicali, la più ricca collezione di strumenti musicali del mondo, al momento ospitata solo parzialmente nei locali della Palazzina Samoggia in Piazza di Santa Croce in Gerusalemme e che meriterebbe una sistemazione decisamente più degna. E a rappresentare questo desiderio è giunto nei giorni scorsi il richiamo dell’associazione “Mica Aurea” al Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini dopo che si è assistito all’occupazione dello storico palazzo Nardini in via del Governo Vecchio. “Chiediamo di saper cogliere con un colpo solo e senza spreco di danaro pubblico, l’opportunità di istituire un museo che c’è ma non esiste, il Museo degli strumenti musicali non è mai stato formalmente istituito, e di salvare un palazzo prestigioso del centro di Roma rimasto sconosciuto ad una intera generazione di trentacinquenni. – suggeriscono dall’Associazione – Il Museo troverebbe infatti giusti e meritati spazi in centro storico in un palazzo prestigioso, proseguendo la tradizione museologica “romana” di saper conciliare arte e architettura, contenuto e “contenitore”, esigenze turistiche e tutela.Il MIBACT potrebbe parimenti vedere soddisfatte con spesa nulla, palazzina già ristrutturata, le esigenze, più volte frustrate in passato, di prendere possesso proprio della Palazzina Samoggia per ampliare gli uffici del dipartimento “dello Sport, del cinema e lo spettacolo dal vivo” ora ci sarebbe anche il turismo, già presenti nella adiacente “Palazzina Capocci”. Spese pochissime invece, da quel che sappiamo, per Palazzo Nardini, che ha avuto da pochi anni i tetti rinnovati”. Si tratterebbe di una soluzione a costo zero per risolvere questo problema annoso e ormai quarantennale. Le collezioni del Museo Nazionale degli strumenti musicali nei locali della Palazzina Samoggia ospitano 1000 strumenti sui 2500 dell’intero corpus appartenuti, tra gli altri, al tenore frusinate Evangelista Gorga, il primo Rodolfo della Bohème pucciniana (1896). Si pensi soltanto che il ben più declamato e noto Museo degli strumenti musicali di Bruxelles ha una collezione di circa 1150 pezzi esposti con una pubblicità notevolmente maggiore. Ma ciò che dovrebbe turbare maggiormente il cittadino romano è che in esposizione nella capitale vi sono pezzi rarissimi come la dorata arpa Barberini, forse disegnata addirittura dal Bernini e appartenuta a Marco Marazzoli, o il clavicembalo “col piano e col forte” (1723) del liutaio mediceo Bartolomeo Cristofori, pionieristico antenato diretto del moderno pianoforte.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...