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The sound of silence: a Roma al via la delibera di iniziativa popolare contro i rumori molesti

urlo-munch-258“The sound of silence” non è solo il titolo di una famosa canzone ma è in realtà è quanto si augurano di sentire tanti cittadini romani con il sostegno alla delibera di iniziativa popolare presentata oggi in Campidoglio. Nella capitale i comitati si danno da fare per porre delle regole che permettano di vivere una città serena anche sotto questo punto di vista. Il testo di delibera di iniziativa popolare mira a dare una sistematizzazione alla materia, dato che nella capitale non è stata data attuazione alla delibera sul regolamento acustico. Da oggi per tre mesi i comitati potranno raccogliere le 5000 firme necessarie per sostenere il progetto di delibera presso il Campidoglio. Nella capitale esiste ed è in vigore una vecchia zonizzazione acustica ma nulla di più è stato fatto. Il regolamento acustico fu varato negli anni tra il 2009 e il 2010 dalla giunta Alemanno, dopo il parere di rito dei municipi, il testo non approdò in aula Giulio Cesare. Eppure è una situazione, quella del disagio da rumore, che i cittadini percepiscono in modo sempre più consistente. I municipi dove gli abitanti lamentano i disagi maggiori sono quelli in generale ricompresi nella città storica e caratterizzati da centralità lavorative e ludiche. L’andamento delle richieste di controlli è andato sempre più crescendo negli ultimi anni soprattutto in relazione all’aumentata capacità attrattiva di luoghi relativi ad attività terziarie. Il centro storico rappresenta l’ambito maggiormente coinvolto in virtù sia della presenza di attività commerciali con musica (circa 6000 locali solo nell’ex municipio I centro storico) sia per la forte attrazione esercitata dai luoghi culturali ed artistici. Seguono poi municipi più periferici ma dotati di forti concentrazioni di traffico urbano, tra questi anche l’attuale IX.

3 risposte »

  1. …e tra pochi giorni inizia la rumorosa manifestazione sulle sponde del Tevere e come ogni anno mi rivolgo alcune domande a tal proposito alle quali non riesco a dare risposte attendibili. Come è possibile che un normale cittadino, spremuto economicamente dalle esose tasse pagate regolarmente, e da alcuni anni anche sulla casa – oltre al mutuo – gli possa esser sottratto anche il sonno, ovvero uno di quei processi fisiologici ancora gratuiti (nelle proprie abitazioni), necessari ad affrontare le giornate, per lo più lavorative? Come è possibile che non si capisca che questa manifestazione in particolare, ogni anno più estesa seppur concentrata in pochi metri lineari, che produce musica e rumori assordanti ad altissimi volumi, cattivi odori da cucina, e soprattutto traffico congestionato nei dintorni (mi riferisco al lungotevere dove abito), arricchisce le tasche dei gestori e dei concessionari mentre riduce ai limiti della sopportazione i cittadini residenti che, obbligati ad addormentarsi molto tardi la notte, sono costretti ad assistere passivamente alla presenza di quantità inverosimili di persone che schiamazzano ubriache, creano traffico intenso con le automobili, moto, motorini con il conseguente aumento di smog? E’ troppo complicato ipotizzare di liberare il centro di Roma da questi meccanismi perversi che si ripetono ogni anno e non si pensa invece di ambientarli in aree limitrofe, meno abitate e soprattutto facilmente raggiungibili?

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