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aula giulio cesare deserta: Marino su acea scontenta il consiglio ma accontenta Caltagirone

campidoglio-18-marzo-2014Energia, rifiuti, idrico, tutti i numeri di Acea. Se si vuole comprendere il perché dei tanti mal di pancia di questi giorni sulle nomine acea, bisogna tornare con la memoria ad una infuocata commissione bilancio del 26 marzo scorso e soprattutto analizzare i dati del resoconto medio di gestione del marzo 2014. Una commissione nella quale è stato fatto il punto della situazione sul piano industriale, numeri che ora sembrano non aver più quella stringente importanza di due mesi fa. A prevalere sono le nomine strette dal Sindaco con Caltagirone e Renzi per mantenere la pace sociale e soprattutto garantire al nuovo potere renziano, scranni con scettro di comando. Ed ecco allora profilarsi, a nostro dire, l’uscita di scena di tanti che tuonarono nei mesi passati, ora di nuovo ricondotti a più miti consigli. Se Cremonesi poteva all’epoca contare su un nutrito gruppo di sostenitori, ora il gruppo è diventato esiguo. E poco importa che l’aula Giulio Cesare oggi sia deserta, perchè il patto di non belligeranza ora è realizzato. I mal di pancia si vedranno nella prossima seduta. Ma la delicatezza della materia imporrebbe grandi cautele. Vedremo se il “sistema Marino” consentirà di portare risultati su ACEA. Questo è il punto della questione, considerato che la società rappresenta il quinto operatore in Italia per volumi di rifiuti trattati, con oltre 700.000 tonnellate nel 2013 vantando produzioni negli impianti waste-to Energy per oltre 200 GWH di energia elettrica. Nell’area energia, Acea è tra i principali player italiani con circa 13 TWH di elettricità venduta nel 2013 a circa 1,5 milioni di clienti. Nel settore servizi idrici nel 2013 sono stati venduti 565 milioni di metri cubi di acqua potabile a quasi 9 milioni di utenti. Primo operatore nazionale, acea gestisce il servizio idrico a Roma e a Frosinone e nelle rispettive province non chè in altre zone del Lazio, della Toscana, dell’Umbria e della Campania. Nell’area reti, è il secondo operatore in Italia con la distribuzione di circa 11 TWH di energia nella città di Roma, a 1,6 milioni di clienti. E dopo aver analizzato questi dati vanno individuate le linee guida di acea. Fondamentale il problema rifiuti, quindi la sinergia stretta con le realtà che permetteranno ad Acea di rendersi portatore di intraprese importanti nella produzione di energia soprattutto per quanto attiene l’aumento della raccolta dell’organico. Acea, per bocca del suo ex A.D. Gallo, sta puntando sul trattamento di questo tipo di rifiuti in impianti aerobici o anaerobici. Tre impianti sono in fase autorizzativa. Solo nel Pontino, a Sabaudia, il piano permette di crescere di 200.000 tonnellate. Lo scopo è quello di giungere a raddoppiare gli attuali 200 gigavattora annui. Gli investimenti puntano ai 250 milioni di euro, dei quali 200 ricadono sulla Regione Lazio. Per quanto attiene le attività delle centrali elettriche, l’attività mira a rendere efficienti gli impanti attuali. In particolare su Tor di Valle, il progetto mira a predisporre una centrale che possa crescere a moduli. Per quanto attiene il settore idrico, esso prevede 1.3 milioni di investimento. Ed infine, circa i rapporti con i fornitori, bisogna considerare attentamente il contributo dato alle imprese locali garantendo gli investimenti.

4 risposte »

  1. Vedremo.
    Lo spoils system, nelle società quotate in borsa, si scontra con il mercato. E nel caso di acea i risultati raggiunti da questo management parlano chiaro.

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