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Chiuso il centro antiviolenza a Tor Bella Monaca, le donne si autogestiscono nel silenzio delle istituzioni

Chiuso il centro antiviolenza a Tor Bella Monaca, le donne si autogestiscono nel silenzio delle istituzioni. A due mesi dalla chiusura della struttura ancora un nulla di fatto e, nell’apatia istituzionale, si trovano soluzioni estemporanee proprio per garantire la prosecuzione di questo importante servizio in un quartiere da tutti definito “difficile”. Facciamo il punto della situazione con Stefania Catallo, presidente del Centro di Supporto Popolare Psicologico (Ce.s.p.p).

centro antiviolenza tor bella monacaSig.ra Catallo, con la chiusura del centro le vostre attività proseguono, e un grande sforzo da parte vostra come lo conciliate?

In effetti abbiamo reagito alla chisura del centro proseguendo le nostre attività mettendo a disposizione le nostre case ma tutto ciò non può continuare. Serve un impegno forte da parte del municipio e del comune, impegno che abbiamo atteso e che finora non c’è stato.

Ci può chiarire meglio la situazione?
Noi siamo un gruppo di volontarie, circa 6, e negli anni abbiamo salvato oltre 1000 donne. Facciamo ascolto e assistenza nonché diamo vita a percorsi di riabilitazione. E un impegno duro, no ci abbiamo messo in tutti questi anni non soltanto la faccia ma anche il cuore e la dedizione e a questo punto della questione ci sentiamo tradite dalle istituzioni.
stefania catallo
Di cosa avreste bisogno nella fattispecie?

In particolare di un locale che possa permettere di proseguire le attività del centro. Ormai sono tre mesi che il centro è chiuso eppure abbiamo continuato le attività e con il nostro spettacolo abbiamo raggiunto molte città.D’altronde i locali che occupavano li abbiamo rimessi a posto noi con il nostro lavoro volontario, creando addirittura un teatro. Un teatro che funzionava e che ora non sapremo che fine farà.

E la vostra petizione?
Abbiamo raggiunto le 52.000 firme e stanno crescendo ogni giorno di più. Ora aspettiamo di essere convocate dal Presidnete della Repubblica, al quale abbiamo richiesto un appuntamento specifico.
E prossime iniziative?
Ora renderemo partecipe la città di Roma della nostra esperienza perché il servizio che viene sottratto nel silenzio delle istituzioni e i servizio per tutta la città di Roma, non soltanto per Tor Bella Monaca, proprio perché il rispetto per la sofferenza delle donne e’ per tutte le donne non solo per quelle di questo quartiere. Chiediamo al Sindaco di Roma un locale, non chiediamo di più.violenza sulle conne

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