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Violenze sulle prostitute di strada: in Italia nessuno porta soluzioni e intanto si muore

Prostituzione-arezzonotizieStraniere, prive di un protettore, deboli, e prostitute di strada questo è l’identikit che accomuna due vittime di due aggressioni feroci avvenute a pochi giorni di distanza, una a Tivoli e una a Firenze. In entrambi i casi, a quanto è stato affermato dagli inquirenti, si tratterebbe di aggressori seriali. In entrambi i casi, le vittime sono le più indifese, le più esposte in quanto prive di una rete di protezione, prostitute pronte a cedere ad un guadagno in più per prestazioni non usuali. Prostitute trattate come carne da macello perché nessuno in questo Paese ha il coraggio di affrontare il problema. E mentre la destra invoca l’introduzione del reato di prostituzione su strada o la riapertura delle case chiuse – nostalgici questi politici e politiche – , iniziative del tutto inutili, la sinistra non ne parla. E in questo quadro le aggressioni sostenute dalle prostitute per le strade si moltiplicano abbandonandole alla ferocia dei loro aguzzini. A due anni fa risale il caso dell’aggressione ad una prostituta romena sulla Borghesiana per la quale l’aggressore giunse addirittura a dare fuoco al corpo della donna. La tipologia dei reati subiti dalle prostitute, senza considerare le violenze da parte dei protettori, è ancora oggi impressionante: furti, rapine, pestaggi, stupri e omicidi. Il più delle volte simili reati ricadono su prostitute indifese, e le più indifese di tutte sono quelle che esercitano per la strada o le appartenenti ad alcuni gruppi etnici delle quali nulla si sa. I dati in nostro possesso sono antichi ormai ed un fenomeno così diffuso dovrebbe invece tener conto di dati molto più aggiornati. Nel 2010 la commissione affari sociali della Camera rilevava la presenza di 50-70 mila prostitute presenti in Italia per circa 9 milioni di clienti. La gran maggioranza delle prostitute eserciterebbe per strada. E viene proprio da chiedersi se non sia giunto il momento di dare una risposta ad un problema che assume i contorni di una strage silenziosa, portata avanti sulla pelle di persone tra le più indifese e tra le più dimenticate.

1 risposta »

  1. Inutile fare della facile ipocrisia. Questo mestiere non morirà mai perché è ‘il più vecchio del mondo’. Tanto vale rendersene conto e regolarizzarlo come un qualsiasi lavoro autonomo.

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