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I “nemici” delle prostitute del Red Light Districti? i costruttori…

foto(66)Dopo 89 anni di proibizionismo l’Olanda ha legalizzato la prostituzione nel 2000. In realtà ciò che è stato scritto con la legalizzazione avvenuta nel 2000 ha avuto solo alcuni effetti diretti proprio perché molto di ciò che è diventato patrimonio della legge era già pratica. Però l’area del centro fa gola a molti investitori e così il De Wallen rischia di trasformarsi in un centro commerciale con vetrine del sesso a far da attrazione tipica. Del destino però di questi piani, individuati dall’allora vicesindaco della città di Amsterdam – progetto 1012 dal codice postale del distretto–, ora non è dato sapere nulla data la nuova formazione della giunta al governo della città. Guardando però all’impostazione complessiva, essi avevano come motivazioni principale la necessità di combattere gli eccessi negativi della prostituzione ma non solo. Il piano infatti si riverberava anche contro il numero ritenuto troppo alto di coffee shop presenti nell’area del “red light district” nonché l’apertura dei piccoli supermarket, gestiti vieppiù da stranieri, che oggi sono molto diffusi. Il progetto 1012 si proponeva, tra le altre cose, di combattere la microcriminalità che, a detta degli amministratori, era il problema presente nel quartiere e di far attirare, grazie ad opere di riqualificazione dopo la chiusura di parte delle vetrine a luci rosse e di parte di coffee shop, investitori qualificati provenienti dall’estero e un turismo più elevato, quanto a standard, rispetto all’attuale. Insomma ci si inventava un’operazione a tavolino pronta a cancellare in un colpo solo quello spirito tollerante che per secoli aveva permesso di vivere sia alle prostitute che alle istituzioni ecclesiastiche spalla a spalla. Ora di tutto ciò non è dato conoscere future evoluzioni, resta il fatto che la storia la fanno i comportamenti quotidiani degli uomini e ad Amsterdam a quanto sembra la tolleranza in stile olandese permea ancora oggi la città.

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