Cronaca

Italia violenta per le donne. Con la consigliera Bonafoni per la Notte rosa all’Eur – Marzia Lazzerini

Marta-Bonafoni-678x451E’ un’Italia violenta per le donne. Una donna su tre, in un range di età compreso tra i 17 e i 70 anni, avrebbe subito almeno una volta o violenza fisica o sessuale o carnale. Ma le denunce sono poche, solo il 5,3 per cento nel caso della violenza domestica. Altro capitolo è invece quello dei femminicidi, con un percentuale di donne uccise dal partner nel 2002 pari al 38,5% degli omicidi, dato che culmina con il 54% del 2009 per segnare il 44,9% nel 2010. Per quanto riguarda il Lazio, rispetto al territorio nazionale, i dati segnalano che il 38,1% sarebbe la percentuale delle donne che ha subito violenza fisica, sessuale o carnale almeno una volta nel corso della vita. E anche qui spicca la bassa denuncia. Questi non sono solo numeri e dati ma segnali e sintomi che denunciano come il fenomeno della violenza sulle donne sussista ancora come fatto culturale.

Questa situazione ha spinto il gruppo scout Agesci Roma 50 ad interessarsi fin dallo scorso anno all’argomento, fino ad organizzare la “Notte Rosa” che si terrà oggi al Laghetto dell’Eur. Saranno presenti oltre alla consigliera regionale Marta Bonafoni, firmataria della legge regionale sulla violenza contro le donne, Betta Cianchini, attrice e autrice di “Storie di donne morte ammazzate”, la scrittrice Cinzia Giorgio, la psicologa Giorgia Mattiolo e l’avvocato Eleonora Centonze. L’approccio al problema è dunque plurimo, politico ed istituzionale, sociale e culturale, sulla scorta di quanto affermato nella Convenzione di Istanbul, strumento che tratta della lettura del fenomeno a più livelli.

Sul tema abbiamo intervistato la Consigliera regionale Marta Bonafoni.

Qual è la valenza di questa giornata e perché ha deciso di sostenere l’evento “notte rosa” all’Eur?

Credo che questa sia un’ottima occasione per presentare la legge regionale contro la violenza sulle donne ad un pubblico vasto e non soltanto ad un pubblico che si interessa e che è radicato sull’ argomento. Voglio portare la legge regionale a conoscenza di tutti. Appoggio questi ragazzi che anche in via trasversale si sono avvicinati ad una problematica come la prostituzione.

Ci sarà un dibattito con personalità diverse, non solo avvocati, psicologi e personaggi istituzionali ma anche esponenti della classe culturale.

Sì, infatti credo sia importante aggredire e divulgare il fenomeno cercando di informare e formare l’opinione pubblica sotto vari punti di vista. La cultura per esempio ci è utile per avvicinarci e sensibilizzare diversi ambienti.

L’aspetto culturale della violenza di genere è anche innovato dall’impostazione della Convenzione di Istanbul che detta delle linee diverse rispetto al passato.

Assolutamente sì. La “Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica”, porterà innovazione nel nostro Paese. L’Italia e tutti gli Stati che l’hanno ratificata dovranno riconoscere, come ha sempre fatto il pensiero femminista, che la violenza contro le donne è l’espressione di rapporti di forza storicamente diseguali tra i sessi. Il fenomeno dovrà essere letto come una violazione dei diritti umani ed una grave forma di discriminazione e dovrà perseguire l’obiettivo dell’eguaglianza tra donne e uomini.

Alle dichiarazioni del Sindaco Marino sui quartieri a luci rosse sono seguite polemiche e prese di posizione contrastanti, qual è la sua posizione al riguardo sia nei confronti della legalizzazione della prostituzione che delle dichiarazioni del Sindaco?

Sono assolutamente contraria al modo di veicolare un messaggio così forte e a ciò che ha dichiarato Marino. La questione della legalizzazione della prostituzione non si può banalizzare con dei facili titoli giornalistici. Non si può ridurre il problema dichiarando la volontà di istituire alcuni quartieri a luci rosse. La prostituzione è un argomento delicatissimo che va sviscerato sotto molti punti di vista. Ricordiamo che è legato non solo ad una grandissima percentuale di violenza sulle donne ma anche ad altissimi indici mafiosi, tratte internazionali e protezione sulle stesse prostitute.

Una ultima domanda. Centro Antiviolenza di Tor Bella Monaca. Come intende affrontare la chiusura del centro alla luce anche delle migliaia di firme raccolte?

Ci sono alcune fatti che non mi tornano sulla questione. Mi ci sto avvicinando proprio in questi giorni e ad ogni modo la sto studiando molto approfonditamente ed è mia intenzione risolverla al più presto.

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