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La “questione animale” e il decennale della legge 189/2004

Da quandsingero Peter Singer ben cinquanta anni or sono pose le basi della cosiddetta “questione animale” tanti passi in avanti sono stati fatti. Ora la coscienza collettiva è a conoscenza del fatto che gli animali sono esseri senzienti, che soffrono, gioiscono, hanno sentimenti. Il dibattito tra anti-specisti e specisti si è fatto più serrato ed ha permesso la trasposizione di queste idee sul piano giuridico. E così proprio oggi la LAV ha deciso di ricordare il decennale dell’approvazione della legge 189/2004. “Abbiamo finalmente nel nostro ordinamento giuridico una legge che, seppure imperfetta, sarà una formidabile arma contro chi sfrutta e uccide animali, senza distinzione di specie”, con queste parole ha introdotto la discussione Gianluca Felicetti, ricordando l’8 luglio 2004 giorno dell’approvazione definitiva in Parlamento della riforma del Codice penale – In una realtà dove si prefigurava addirittura la depenalizzazione di questo reato – appena due anni prima con una Commissione voluta dal Ministro della Giustizia di allora, Diliberto – e considerato che nel 2004 erano ben undici gli anni in cui il Parlamento non emanava una legge nazionale sugli animali di propria iniziativa, salutammo con grande soddisfazione l’importante risultato, ottenuto grazie ad una mobilitazione, per più anni, di cittadini e a diversi singoli parlamentari di tutti gli schieramenti.” 10007433_10202672874215640_6780677276812693054_n

Era infatti dal 1993, anno mirabile per i diritti degli animali, in cui fu approvata la legge 413/1993 redatta dalla senatrice Annamaria Procacci, relativa alla dichiarazione di obiezione di coscienza alla sperimentazione animale da parte del personale sanitario di tutti i livelli senza incorrere in discriminazione o sanzioni e la legge 473/1993, modifica all’art. 727 del codice penale appunto, approvata grazie all’impegno della senatrice Procacci, della senatrice Carla Rocchi e dell’on. Stefano Apuzzo. “La 189/2004 è una legge importante. – ha sottolineato Annamaria Procacci – Io avevo delle perplessità su alcuni punti ma ha funzionato bene anche per quanto riguarda l’aspetto dei reati venatori e per quanto attiene le sofferenze inflitte agli animali, il caso dei richiami vivi su tutti. E’ una legge con un bilancio assolutamente positivo soprattutto perché ha fatto una rivoluzione inserendo nel codice penale tutta una serie di fattispecie come l’art. 554 bis e ter. La previsione della reclusione è un forte deterrente. Bisogna curare in particolare la sua applicazione perchè i reati contro gli animali sono delitti.”

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