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Al teatro Argot Studio due serate dedicate a Pablo NERUDA

Il Teatro Argot Studio ospita, con due imperdibili appuntamenti per stasera e domani, Isla Neruda, la performance scritta e diretta da Antonio Sanna, che celebra il percorso umano e letterario di Pablo Neruda, poeta passionale e appassionato, cantore dell’amore, della vita, della patria e della lotta politica. “ISLA NERUDA” è un emozionante viaggio nel mondo del poeta cileno che ha abbracciato in un unico respiro il Pablo Neruda uomo, poeta e attivista politico. Attraverso l’intensa interpretazione di Antonio Sanna e Laura Amadei, la poesia si fonde con il corpo. È il viaggio di Neruda, uomo e poeta, , che si scopre, che si racconta, che vaga dentro di sé alla ricerca della “verità misteriosa”, di sé stesso e del significato della vita. I corpi interagiscono con i pochi elementi scenici, estremamente carichi di significati simbolici valigie, foglie, strumenti musicali, trasformando l’ambientazione, i luoghi, lo spazio d’azione. Passeggiando tra le memorie, i ricordi dell’infanzia e della giovinezza, i primi amori, le donne amate, i luoghi e i popoli più diversi prendono forma i momenti della sua vita e le sue esperienze più estreme, l’impegno civile, il dolore dell’esilio e della tragedia civile del suo popolo. Lo spettatore sembra viaggiare insieme al poeta, sembra accompagnarlo in questo viaggio dell’identità e della ricerca di se stesso e delle proprie radici, spesso compiuto col rischio di non ritrovarsi.
n questo vivere come l’onda che abbraccia la sabbia totalmente perdendo la sua forma, in questo immergersi profondamente nei dolori propri e altrui e nelle fulgide gioie, proprio in questo sta la felicità. “Forse fui condannato a esser felice. A cambiare la pelle dell’anima fino a giungere a essere il vero.”
Lo spettacolo prende vita da un lavoro di composizione testuale che utilizza la raccolta del Memoriale di Isla Negra e brevi brani dell’autobiografia e diventa teatro attraverso la costruzione di una partitura scenica che nei versi trova forma, corpo, occhi, ritmo, percorso, sentimenti e relazioni. Questa costruzione è stata per noi un viaggio nell’ignoto, a volte nel vuoto. Forse come il viaggio di Neruda: “… il continuo succedersi di un vuoto che empivano di giorno e d’ombra questa coppa…”. O come la vita stessa”.(Antonio Sanna)

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