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M.U.Ro. Day, il 21 giugno si supporta la street-art – Rossana Calbi


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“L’arte contemporanea site-specific trova nella dimensione antropologica dei luoghi e nell’approccio etnografico come interessante modalità di relazione con gli altri, i fondamenti per muoversi all’interno di quegli ambiti definiti come arte.”, questa la breve sintesi dell’antropologo Francesco Marano che dà l’idea dell’essenza del progetto M.U.Ro. Nato nel 2010 da un’idea di David Vecchiato, M.U.Ro. dispiega sui muri del quartiere Quadraro di Roma un’arte partecipata raccontando la storia di quel luogo e come può trasformarsi. Il museo di arte urbana di Roma, acronimo di M.U.Ro., ha costruito venti interventi coinvolgendo artisti italiani e internazionali come Gary Baseman, Ron English e Jim Avignon, e ha trasformato un quartiere periferico della Capitale in un vero e proprio museo a cielo aperto con tanto di mappa sempre in fase di evoluzione e visite guidate a piedi e in bicicletta. A guidarvi, il 21 giugno prossimo, tra i murales di Alice Pasquini, Lucamaleonte, Zelda Bomba a farvi scoprire la bocca di Mr. Thoms il marchigiano Giorgio Silvestrelli, l’assistente on the street degli artisti come lui stesso si definisce.

20140619-132227.jpg“All’inizio ero un semplice spettatore”, è così che er volontario ci racconta il suo approccio a M.U.Ro., “ricordo benissimo il giorno in cui vidi Gary Baseman dipingere a largo dei Quintili in occasione del Q44. (Sigla che sta per Quadraro 1944 e ricorda il rastrellamento del quartiere da parte dei nazisti avvenuto il 17 aprile 1944, N.d.R.).Una giornata molto piovosa e uggiosa tipica dell’inverno. Ricordo anche però che al termine del murales spuntò il sole.”
Guidato dalla sua passione per la street art, Giorgio Silvestrelli da spettatore è diventato la guida delle passeggiate in giro per un quartiere che fino a qualche anno fa non aveva attrattive turistiche.
“La mia speranza è che tramite le mie parole e i murales le persone che sono venute a trovarci il giorno successivo possano guardare questa bellissima capitale europea con occhi diversi, e perché no migliori.”
Questo è lo spirito che caratterizza tutto M.U.Ro., David Vecchiato ha dato vita non solo a un progetto artistico, la mappa di M.U.Ro. ha più di venti lavori artistici che negli anni hanno reso il Quardaro un logo che sa raccontarsi, per questo motivo il disegno iniziale è in fase evolutiva e si sta trasformando in una congiuntura di idee: un’associazione che festeggerà la sua nascita il 21 giugno al 692, (via Tuscolana, 692) un locale incastrato tra le mura dell’Acquedotto Romano, in cui per l’intera giornata dalle 11.00 di mattina fino alle 23.00 più di dieci artisti italiani realizzeranno opere d’arte in un live che coinvolgerà il pubblico mentre verranno proiettati dei documentari sulla street art e dalle 17.00 esperti del settore si confronteranno sullo stato attuale del fare arte sui muri, le difficoltà e i progetti da rendere concreti e strutturare al meglio.
“Perché a quattro anni dalla nascita del progetto e a ormai venti murales realizzati volevamo coinvolgere tutti, è nel nostro spirito. I murales finora fatti sono tutti interventi non imposti dall’amministrazione pubblica o da qualche ente, né apparsi da un giorno all’altro sui muri, ma sedimentati nel quartiere in tempi lenti e rilassati che hanno permesso di parlarne prima, di discutere le bozze e soprattutto di far convivere artisti e cittadini durante la realizzazione dei murales e quindi di far avvertire l’intero progetto una collezione di opere d’arte di proprietà dei cittadini” David Vecchiato vuole costruire una rete, perché nessun progetto può farsi strada da solo, e deve misurarsi con altre realtà per crescere e migliorarsi. “Come al solito paghiamo lo scotto di essere ancora una città papalina, un avanzo di vecchio Stato Pontificio diviso in parrocchie, dove ognuna di queste pensa al proprio interesse e cova un senso di competizione contro le altre. E in questo modo siamo incapaci di lavorare per il bene comune, malgrado sappiamo che se la street art godesse di una considerazione diversa da parte dei cittadini questo provocherebbe buoni risultati per tutti.” M.U.Ro. Day al 692 rappresenta proprio questo: un momento per far vedere come l’arte possa e debba supportare l’arte, perché ne abbiamo bisogno anche e soprattutto in mezzo alle strade che ci accolgono dopo una giornata di lavoro e che ci fanno pensare che può esserci bellezza anche in luoghi inaspettati.

*Francesco Marano, L’etnografo come artista Intrecci fra antropologia e arte, CISU, Roma 2013, pag.14

Link di riferimento: http://www.muromuseum.blogspot.it

 

 

 

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