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Disabili: a Roma pronti alla ‘notte nera’

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Legge 328/2000: che fine hanno fatto i fondi? E come sono gestiti? E quali saranno i supporti alle famiglie per i disabili? A Roma l’orizzonte dei servizi di assistenza ai disabili è davvero fosco. E le famiglie si preparano alla protesta. Si è iniziato a settembre scorso con la questione dei pullman, che per risparmiare venivano dirottati su più traiettorie, con tempi di attesa e di raggiungimento delle scuole interminabili. Poi si sono riattivati in seguito a denunce penali per interruzione di pubblico servizio a carico degli uffici competenti. Ora siamo di fronte a questa estate nella quale le famiglie hanno sborsato di tasca propria i contributi per i centri estivi dei figli. Ci si chiede dove sia il rispetto dei dettami della legge 328/2000 che delinea un sistema di interventi socio sanitari con l’obbligo della presa in carico globale da parte degli enti locali verso i cittadini più fragili. E ci si chiede anche dove sia l’assessore ai servizi sociali della giunta Marino…A denunciare la situazione drammatica vissuta in tanti municipi romani, ma in questo caso nello specifico del municipio XIV, è Ilaria Ceccarelli, da anni impegnata in politica e dedita alla causa del sostegno alle persone con disabilità. “Quest’anno non sappiamo minimamene che fine abbiano fatto i fondi. Attendiamo da mesi un segno dell’assessore capitolino ma nulla…e nel frattempo le famiglie che hanno problemi con figli disabili non sanno decisamente come fare. Chi può, paga di tasca propria l’inclusione sociale dei propri cari ma non tutti sono in questa condizione di disponibilità economiche. Per questo motivo sarebbe urgente e giusto che i municipi si adoperassero affinchè vengano garantiti i livelli minimi e vengano esaminate tutte le situazioni, una per una, caso per caso. Ma la questione non è solo economica – sottolinea Ceccarelli – è soprattutto di progettualità. Manca il concetto di condivisione con tutti gli attori sociali sui problemi e dunque ci si trova molto spesso di fronte a servizi che vengono imposti anziché concordati e quindi che spesso non rispondono nemmeno alle esigenze reali della persona. Ecco, il problema è proprio racchiuso in questa locuzione: mancanza di “presa in carico”. Ovvero assenza di assunzione di risposte specifiche tarate sulla persona”. Addirittura alcune cooperative adesso sono obbligate a fatturare settimanalmente, con impossibilità reale dunque, di poter sperimentare progetti più a lungo termine insieme all’utente come stabilisce la legge. Dov’è dunque il rispetto e l’applicazione da parte di questa giunta della legge 328/2000 nonché della 104/92. “La condizione economica è quella che è, indubbiamente – prosegue Ceccarelli – ma la strategia comune va decisa anche con le cooperative altrimenti si rischia di avere un “convitato di pietra” ai tavoli decisionali su queste tematiche tanto delicate. Ci vuole coraggio, ci vuole capacità ed esperienza. Tanto per dirne una, qui al Municipio XIV non abbiamo ancora nemmeno la consulta. E come si può pretendere che le strategie siano comuni? Attiviamoci dunque tutti – conclude Ceccarelli – a livello romano con il Campidoglio e a livello municipale con gli assessori e con i Presidenti perché questa estate non costringa noi famigliari di disabili a celebrare una “notte nera” della disabilità. E noi, dal canto nostro siamo pronti a mobilitarci contro questa giunta e questo Sindaco, che pure abbiamo votato, per difendere i diritti dei nostri cari”

 

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