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Eur: SOS laghetto

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All’Eur è SOS laghetto. Scritte murarie, rifiuti vari, bancarelle abusive, questo si vede passeggiando tra i vialetti fioriti e alberati di questo fiore all’occhiello della città. E a vedere da mesi questo mirabile scorcio dell’Eur in abbandono, gli abitanti hanno deciso di passare a vie di fatto.

 

Scrivono all’Eur Spa e al primo cittadino della capitale chiedendo chiarimenti in merito e chiedendo soprattutto che vengano attivate le più consone procedure per il ripristino di un minimo di decoro. “Avvieremo anche una raccolta di firme per chiedere che il giardino venga riattivato in una delle sue attrattive più note, quella del giardino delle cascate – sottolinea Cristina Lattanzi, portavoce del Comitato Salute Ambiente Eur – Domenica scorsa abbiamo fatto un sopralluogo sull’area e le condizioni in cui versava ci hanno spinto a renderci parte attiva della questione. E’ un vero peccato che questo giardino che con tanta fatica abbiamo salvato da manovre diverse negli anni, ora veda un luogo di così grande attrattiva in secca.”

foto(83)E’ interessante conoscere la storia del parco centrale del lago che, negli intenti dei progettisti già dell’E 42, doveva avere il connotato di una ampia zona di respiro dotata di esedre ed arene all’aperto con un giardino all’italiana ed i classici giochi d’acqua. L’aspetto che avrebbero dovuto assumere i luoghi era quello di un lago di lunghezza complessiva di 1000 metri e larghezza 150 con una suddivisione in tre bacini.

All’estremità est era prevista un’ampia esedra di giardini e fontane antistante i palazzi mentre ad ovest si aveva per sfondo l’anfiteatro all’aperto. Inoltre, in corrispondenza del giardino centrale del lago, la zona fronteggiante la via principale doveva essere sistamata proprio con carattere di villa all’italiana, ricca di giardini, fontane, scale e giochi d’acqua. “Fa dispiacere pensare che il laghetto, frequentato da tanti romani,  – prosegue Lattanzi – giace ora nell’abbandono sia per via di scritte murarie, di cumuli di rifiuti, bancarelle abusive. Tutto da noi fotografato domenica scorsa e inviato alle autorità competenti.

foto(87)E dunque bisogna lottare affinchè venga riportato al suo degno status questo luogo tanto amato dai romani. – conclude Lattanzi – Noi che il laghetto l’abbiamo salvato da intenti di installazioni non consone negli anni scorsi e di edificazioni varie, non ci fermiamo e saremo domenica a raccogliere firme perché il laghetto dell’Eur continui ad accogliere i cittadini nell’ambito di un panorama e di un paesaggio davvero curato”.

2 risposte »

  1. cioè il problema del laghetto sarebbero “scritte murarie, rifiuti vari, bancarelle abusive”? e “a vedere da mesi questo mirabile scorcio dell’Eur in abbandono, gli abitanti hanno deciso di passare a vie di fatto.”?
    Scusa Matilde, io non so – ti giuro non lo dico con intento polemico – ma quando in passato si approvò e mise in pratica l’autentico scempio del laghetto ovvero la costruzione del finto acquario, con annesso parcheggio (il vero business) che ha tagliato via un buon ettaro di giardino, quello coi terrazzamenti dove migliaia di persone si ritrovavano soprattutto nei fine settimana (lo spettacolo che si vede se si riesce ad andare oltre i bandoni che coprono la vista all’interminabile cantiere è quello di una zona bombardata….); ebbene, dove erano in questi ANNI “gli abitanti” che adesso hanno deciso di passare alle “vie di fatto” dopo questi “mesi”?
    e dove erano quando l’area verde attorno tra il fungo e la colombo è stata recintata e di fatto privatizzata trasformandola in un fantomatico “parco dell’avventura”?
    grazie
    lorenzo

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    • Gent.mo Lorenzo, credo che tante cose che i comitati ed anche la sottoscritta abbiano fatto negli anni non siano state ben veicolate. Voglio ricordare che il progetto dell’acquario fu approvato nel 2001 per la prima volta, poi reiterato nei primi mesi del 2006 sul finire della prima consiliatura di Veltroni. Voglio ricordarti invece che l’approvazione di quel progetto, che io personalmente ritengo non educativo perchè non credo che mostrare alle persone pesci in gabbia non abbia un qualche connotato morale, è stato oggetto di un lungo confronto con la sovrintendenza. cio che noi, con i comitati, riuscimmo a fare fu: stoppare la delibera che prevedeva l’edificazione dei ristoranti nei parchi, vincolare il complesso dei parchi, salvare i parchi dalla Formula 1 all’Eur, stoppare il progetto di utilizzo dell’altro parco per un centro di sport, a mio giudizio, quasi “estremo”. il tutto mentre giungeva il progetto del velodromo, la demolizione dello stesso che non pochi strascichi ha avuto, e la centralità laurentina. Ora, se non sei informato aggiungo un altro particolare, il parco Ciocci, ovvero il parco nel quale si ha il parco avventura, è fuori dal perimetro del vincolo, quindi non c’è azione della sovrintendenza. Ora, giacchè la salute di quegli alberi mi è a cuore, ritengo che il monitoraggio che effettuano i comitati sia l’unica azione che si può mettere in campo. Pero caro Lorenzo mi vien da ribaltare la tua domanda, dove eri tu quando tutti noi lavoravamo tanto?. senza polemica, Matilde Spadaro

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