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patrimonio storico-artistico in primo piano: la tutela all’epoca di Franceschini.

cropped-2311964.jpgE’ duro lo scontro in corso al Mibact sulle competenze delle sovrintendenze e sul loro futuro. E’ un confronto serrato e senza esclusione di colpi, con grande attenzione ai cordoni della borsa, ai permessi facili ma anche, per i più sensibili, al futuro del nostro Paese. E’ nell’ambito di questa discussione assai accesa, che nei mesi scorsi ha visto più volte le sovrintendenze nel mirino del Ministro, la consulta universitaria nazionale per la storia dell’Arte ha deciso di rivolgere un accorato appello al titolare del dicastero di via del Collegio Romano, dopo quello altrettanto sentito dei dirigenti storici dell’arte del 31 maggio scorso. “Desideriamo manifestarle la nostra condivisione alle linee di fondo e alle preoccupazioni professionali espresse nell’appello che i Dirigenti storici dell’arte delle Soprintendenze del Ministero da Lei diretto Le hanno rivolto lo scorso 31 maggio 2014. – hanno sottolineato dalla consulta – Per quanto di nostra pertinenza nell’ambito della formazione universitaria, ci preme ricordare il grande lavoro culturale e istituzionale che in questi ultimi decenni ha condotto alla formulazione di corsi di laurea specificamente rivolti alla creazione di profili professionali che si innestano nella ormai secolare tradizione della figura dello storico dell’arte per proiettarla a favore delle esigenze di conoscenza, tutela, conservazione indispensabili alla valorizzazione del nostro straordinario patrimonio storico-artistico.” D’altro canto il concetto non è banale, per l’esigenza di contenimento della spesa pubblica, a farne le spese per l’ennesima volta potrebbero essere proprio le sovrintendenze storico-artistiche con riverberi decisamente drammatici sia sul piano culturale, si pensi ai permessi facili di edificazione o modifica di luoghi, sia in termini occupazionali. Lo scontro sui poteri delle sovrintendenze non è dunque di poco conto specialmente in un Paese come il nostro nel quale fornire un permesso di modifica allo stato dei luoghi si può tradurre anche nella perdita di un bene culturale. Lo scontro è tuttora in atto.

Categorie:Blog, Cronaca

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