Cronaca

Migranti: altre tragedie ma l’UE “non vede” – Massimiliano Di Gioia

20140701-091313.jpgMigranti in viaggio, una tragedia senza fine: altri 30 morti su un barcone diretto verso il canale di Sicilia. E nelle ultime 48 ore sono state salvate 5 mila persone soccorse dalla Marina militare italiana con l’operazione “Mare Nostrum” partita il 18 ottobre 2013. E proprio in queste ore Christopher Hein, direttore del Consiglio italiano rifugiati, ha lanciato il suo appello nel giorno dell’ennesima strage in mare: “Non fermate Mare nostrum, solo una leggenda metropolitana vede Mare nostrum come causa dei tanti arrivi. Voglio ricordare che gli sbarchi hanno cominciato ad aumentare molto prima, per la precisione i primi di luglio 2013 con arrivi soprattutto di siriani”.

Ma l’UE non vede. Sarà stato il vertice dello scontro Renzi-Merkel, sarà stato forse il vertice della flessibilità sul patto di stabilità concessa all’Italia ma sul fronte immigrazione di sicuro è stata una cocente delusione. Nulla di concreto per i migranti, anzi dal testo approvato dal Consiglio europeo forte è ancora la distanza che separa la migrazione legale da quella che l’UE definisce “illegale”. Così il “mutuo riconoscimento” delle decisioni sull’asilo, punto fortemente voluto dall’Italia, è scomparso dall’ultima versione. Se nella prima veniva indicata come “nuovo passo futuro”, già nella seconda, sotto pressioni dei Paesi nord Ue, era diventata una possibilità “da esplorare”. Poi l’Agenzia Europea Frontex, definita nell’accordo “strumento di solidarieta’ europea nella gestione dei confini” che deve “rafforzare la sua assistenza operativa, soprattutto per sostenere gli Stati Ue sottoposti ad una forte pressione ai confini esterni”  purtroppo ha profili formali e sostanziali diversi da “Mare Nostrum”. Se infatti la missione italiana è “un’operazione di ricerca e salvataggio”, il regolamento di Frontex ne circoscrive le sue attività al “controllo delle frontiere”. E come osserva il ministro degli Esteri Federica Mogherini “uno dei provvedimenti indispensabili” è quello di “estenderne il mandato, visto che oggi Frontex non può fare salvataggio in mare”.

E nulla di concreto in merito al superamento di “Dublino 3”, il regolamento europeo sull’Asilo osteggiato dalle comunità etniche e che è una sorta di gabbia per i migranti forzati. Infatti il regolamento da un lato intende impedire che nessuno Stato si dichiari competente all’esame della domanda di protezione internazionale, privando così il rifugiato del diritto di accedere alla procedura amministrativa prevista per il riconoscimento dello status, dall’altro si pone come obiettivo quello di impedire i movimenti interni all’UE dei richiedenti protezione, dando agli Stati e non alle persone la facoltà di decidere in quale Stato la persona debba veder esaminata la domanda. Il semestre europeo italiano è di fatto iniziato ma sull’immigrazione nessuno farà più sconti

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