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A San Giovanni, dove i cittadini indagano, le case tremano e l’ATAC attende fondi

cropped-roma-metro-di-ponte-mammolo-11726586-b166-457b-883a-777ec28b6f922.jpgSi sono trasformati in tecnici, investigatori, esperti ambientali. Hanno scritto, studiato, cercato risposte e finalmente dopo due anni di fitte corrispondenze, incontri e sopralluoghi, una missiva ha chiarito loro la situazione. E’ stato un lungo e paziente lavoro quello condotto dagli abitanti di San Giovanni alla caccia della verità circa le vibrazioni e i tremolii che in questi anni erano andati aumentando di intensità tanto da sentirsi fino ai piani alti. Un’opera di indagine che li ha portati a scrivere senza sosta e ad interessare tutte le istituzioni e gli enti competenti: Sindaco, Difensore Civico, Atac, Arpa. E finalmente per il tramite del Difensore Civico Regionale è giunta proprio di recente la risposta dell’Atac che ha chiarito le origini del fenomeno. Il sottofondo ferroviario su cui poggia l’armamento binari è lo stesso sottofondo che è stato posto in opera al momento della costruzione delle linee A e B. Il trascorrere del tempo ha determinato un irrigidimento del materiale inerte che ha portato ad un compattamento e quindi, avendo perso elasticità, esso trasmette in maniera sempre maggiore le vibrazioni al momento in cui transitano i treni. Al momento le operazioni di molatura, che vengono eseguite per ridisegnare e livellare il profilo della rotaia e che garantiscono un passaggio più fluido dei convogli, sono da considerarsi come “operazioni a tempo” e quindi la soluzione definitiva di tale problema sarebbe legata ad un massiccio rifacimento completo dell’armamento. Le origini del fenomeno sono dunque state individuate ma nel frattempo, visto che soluzioni a breve non se ne intravedono, gli abitanti non mollano.

ignazio-marino-2“Le prime prescrizioni giunsero dall’Arpa nel settembre del 2013 – sottolinea Sebastiano Ilforte, uno dei più attivi nel comitato di quartiere e nella ricerca della verità – esse indicavano di rallentare la velocità dei convogli. Poi nel 2014 una ditta specializzata incaricata dal dipartimento mobilità comunale ha fatto saggi per un giorno intero al fine di monitorare la situazione e di registrare le vibrazioni e le emissioni rumorose sia negli appartamenti che nella galleria sottostante. Successivamente abbiamo avuto la comunicazione dell’Atac per il tramite del Difensore Civico Regionale.” E ora? “Stiamo proseguendo con la raccolta di firme da portare all’attenzione del Sindaco affinchè sia affrontata la situazione nella sua interezza. – conclude Ilforte – Non si può pensare di vivere con le vibrazioni sempre più intense ad ogni passaggio di convoglio.” La prossima tappa sarà l’interessamento diretto del primo cittadino, d’altronde ATAC attende un finanziamento apposito e la cartina di tornasole sarà indubbiamente  l’approvazione del bilancio.

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