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David Vecchiato e il primo murale antimafia di Roma – Rossana Calbi

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“L’associazione daSud mi ha contatto e mi ha chiesto di realizzare un murales che parlasse di mafia” Diavù, nome d’arte di David Vecchiato racconta come è nata l’idea del primo murale antimafia a Roma. “Dopo aver chiacchierato un po’, ho capito che abbiamo un modo comune di raccontare e quando sono uscito dalla sede dell’associazione ho sentito un ragazzino che diceva ad un altro: sai che dovemo fa’ ce dovemo rivolge’ alla mafia, con quella se fanno i sordi.”

Quasi un segno dell’urgenza di realizzare un murale che parlasse un linguaggio facile da comprendere e che non si trasformasse invece in un’icona di morte. Il murale di David Vecchiato è pop, nel senso più stretto del termine, usa un linguaggio chiaro e semplice con dei colori che colpiscono facilmente il suo interlocutore, il linguaggio diventa immediato perché bisogna essere chiari. Sulla Collina della pace, nella borgata Finocchio confiscata al boss della banda della Magliana Enrico Nicoletti che vi aveva costruito una sua residenza per il suo uso e consumo, oggi in fase di trasformazione: diventerà una biblioteca. L’artista romano sta realizzando un murale che racconta la mafia e i suoi confini poco delineati con la legalità. L’edilizia inutile e deleteria, l’incapacità di difendere i propri diritti e le slot machines che sono proprio affianco al parco della Collina della pace, sono la mano rossa che lega a sé la mano bianca. Un modo nuovo per raccontare una mafia nuova che si può ammantare di permessi edilizi e di licenze varie. Vecchiato è chiaro, semplice e lineare, inutile usare buonismo o mezze frasi, qui bisogna dire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e il relativismo facesse la fila al confessionale, quello che è propinato come normale, quello a cui ci hanno abituato non va bene e le nostre mani devono rimanere pulite.

foto(93)“Scusi è lei l’artista?” chiede un vigile che si accompagna ad altri quattro, il muro è ampio e anche l’intervenire della legalità deve esserlo “sa io lo so che avete tutti i permessi, state facendo tutto alla luce del giorno, e ho letto che il 6 luglio dalle 16.00 ci sarà la Festa dell’antimafia sociale per l’inaugurazione del murale con un concerto, chi è che suona?” “Il rapper Kento” risponde l’artista romano che sta lavorando al murale ininterrottamente da due giorni. “Sa ci hanno chiamato e noi dobbiamo venire a fare il nostro dovere, ma anche io dipingo, nulla di che solo paesaggi, ma me lo fa vedere il bozzetto. Uh… Bello!”

E sì, bisogna chiamare i vigili perché un artista sta dipingendo con degli acrilici su un muro piastrellato di grigio, ma nessuno risponde alle chiamate riguardo gli spacciatori sotto il sole di via del Pigneto, altro quartiere romano su via Casilina. Un concetto molto malleabile di legalità quello nel nostro Paese, che ancora ci permette di sopportare e tollerare troppo. Per questo bisogna dire in modo chiaro che certe cose anche se ci sembrano normali sono semplicemente sbagliate e si usa la bellezza, si usa una festa per farlo: venerdì 4 luglio si festeggia assieme all’associazione daSud e alle altre associazioni che hanno permesso di realizzare quest’opera d’arte, un’espressività che torna a essere didascalica perché c’è sempre bisogno di imparare e di ricordare e se non è l’arte a farlo anch’essa rimane priva di senso.

 

 

Link di riferimento: www.dasud.it, http://www.davidvecchiato.com

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