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Cinecittà: un presente difficile per i lavoratori, un futuro nebuloso ma un passato da restituire in 96 rate per Abete

foto_cinecittaCinecittà: 190 lavoratori a rischio, Abete rateizza l’affitto e il piano per il futuro è ancora nebuloso. E intanto si inaugura Cinecittà World con il fantasma del Luneur che fa capolino per le note vicende legate al parere dell’autorità di vigilanza sui contratti pubblici. E’ questa la situazione che fa da sfondo all’incontro di venerdi tenutosi al Ministero dei Beni culturali. Il dicastero guidato da Dario Franceschini non ha ancora soluzioni fattive per i lavoratori se non un piano di realizzazione di una newco entro luglio all’interno del quale sarebbe ricompreso l’assorbimento di una parte delle maestranze.  La situazione lavorativa negli Studios è davvero drammatica. La post-produzione era stata affittata alla Deluxe suddivisa in 2 rami: laboratorio (39 persone, riconsegnate a marzo 2014 a Cinecittà e rimessi in cassa integrazione) e digitale (42 persone di cui 3 sono state licenziate dalla stessa Deluxe a febbraio 2014, quindi 39, del cui futuro si sa assai poco). Ci sarebbero poi altri 54 esuberi all’interno della stessa Cinecittà. A dicembre 2014 termina anche il contratto di solidarietà per altri 110 lavoratori. E allora Cinecittà bene comune annuncia una quattro giorni tutta dedicata alla vertenza in corso e alla salvaguardia degli studios.  Mercoledi sarà la volta della conferenza stampa alla casa del cinema mentre dal 10 al 13 luglio il parco degli acquedotti sarà la sede di “Cinecittà Film Festival” con la consegna del premio “Ben Hur” a personalità che si sono distinte nella difesa del cinema e della cultura. Ma tornando all’oggi, l’incontro ha mostrato la volontà del Ministero di procedere con il piano senza creare appositi meccanismi di salvaguardia per la capacità produttiva degli studios e per la capacità di innovazione che essi in potentia rappresentano. Il timore è legato al fatto che la trasformazione dei teatri di posa in luoghi simbolici, utili cioè per una produzione una tantum, con un collegato di attrazioni turistiche, albergo e parco a tema, depotenzierebbe per sempre un coacervo di professionalità e di sviluppo futuro che non ha pari in Europa. E allora sembrano contraddittorie le dichiarazioni dei giorni scorsi del Ministro Franceschini giunte in occasione dell’inaugurazione della mostra proprio su Cinecittà di quanti sanno in cuor loro, perché il cinema lo vivono, che non sarà un museo la destinazione finale dello sviluppo dell’area. Unica nota positiva sembrerebbe la restituzione dell’affitto arretrato da parte di Abete al Ministero. Non solo per la restituzione del dovuto in 96 rate ma anche per il precedente che si crea, ora anche ogni singolo cittadino per par condicio potrà invocare questa modalità di restituzione dei debiti con buon pace dei riscossori di Stato.

 

 

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