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Roma e la citta’ sensibile

 

Kiss-and-Fly

Sono le 23.00 di domenica sera. La stazione Laurentina della metropolitana e’ quasi vuota, e gli ultimi utenti si affrettano ad uscire. Una coppia rimane a parlare, lui nell’area dell’ingresso ai treni, lei nella zona antistante, separati solo dalla balaustra. Si tengono per mano, si guardano a lungo e poi improvvisamente si abbracciano di un abbraccio lungo e serrato. Lui la stringe e lei si sporge oltre il divisorio di separazione mettendosi sulle punte dei piedi. Lui va via, lei lo segue con lo sguardo. Non pronunciano una sola parola, ne’ un suono seppur fioco. Ma gli occhi sembrano avere un tale potere che ecco lui, raggiunta la scala mobile, torna indietro di corsa e la abbraccia di nuovo. Lei scoppia a piangere e lui le asciuga le lacrime gentile e affettuoso. Un luogo standardizzato come la stazione della metropolitana per un momento ha ospitato il sentimento di questa coppia, un momento lunghissimo ed intenso anche per chi, come la sottoscritta l’ha soltanto osservato. I luoghi assumono l’anima di chi li vive, ecco perche’ molto spesso alcuni si caricano di vite altrui, come Ponte Milvio con i famosi lucchetti, ma ancor prima la Quercia del Tasso, punto di ritrovo di tutti I rivoltosi dell’Ottocento di stanza a Roma. E di qui viene in mente l’esigenza di catalogare gli spazi urbani secondo il sentimento che li circonda e l’idea di pianificare in citta’ dei luoghi sensibili, ovvero appannaggio dei sensi e delle emozioni. Penso alle pareti del reparato di ostetricia dell’ospedale San Camillo che vedono tantissime scritte con le notizie del nuovo venuto al mondo. Sono le emozioni e i gesti degli uomini che fanno i luoghi, ancora una volta. E non c’e’ regola che tiene se non e’ introiettata. E quindi il divieto di scrivere sul muro rimane al San Camillo un bel cartello e basta. Sarebbe dunque possible prevedere un dazibao per gli irrefrenabili scrittori che solo in quelle occasioni lasciano un messaggio vergato con l’inchiostro, seppur murale? O una sorta di guest book per i parenti del nuovo arrivato? Dimostrerebbe una sensibilita’ non comune costruire un luogo vero e ameno dove abbandonarsi ad un abbraccio con la persona amata che e’ in procinto di partire. Realizzare un ‘kiss and go’ piacevole, non come quelli organizzati sinora piu simili ad uno ‘scarico passeggeri’ che ad un luogo gradevole per salutare il proprio caro, questo il primo passo. Per poi estendere questa innovazione alle scuole, soprattutto quelle dei bimbi piu piccoli o a quelle zone degli ospedali dove appunto si lasciano messaggi amorevoli, o alle stazioni della metropolitana e dei treni. Entriamo nell’era dell’urbanistica dei sentimenti, cosi potremo vivere in citta’ davvero a misura d’uomo, essere senziente e non soltanto utente. Contagiamo con le emozioni la citta’. D’altronde se non a Roma, il cui palindromo e’ Amor, in quale altro luogo si dovrebbe realizzare una citta’ sensibile?

Categorie:Blog, Cronaca, Prima pagina

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