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Operazione Grand Tour: la Regina Viarum, Gian Antonio Stella e la bicicletta di Cederna.

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Dopo la prima denuncia pubblica della settimana scorsa, sul progetto Grand Tour infuria ancora la battaglia. E la polemica non esita a smorzarsi nei toni. A gettare benzina sul fuoco e’ Gian Antonio Stella che, forte delle dichiarazioni di Mario Tozzi, commissario del parco Appia Antica, considera un esempio di mecenatismo il progetto presentato e “striglia” le associazioni ambientaliste ree di averlo “impallinato”. Ma la domanda sorge spontanea: Stella l’ha visto il progetto o meglio il modello? E perche’ il commissario del parco non rende partecipi  tutti i cittadini e le associazioni dei progetti con dei dati precisi? I concetti chiave che sono noti al momento sono espressioni da riempire di contenuti ma in potentia possono essere pericolosissimi e stravolti. Dunque di qui, la giusta levata di scudi. Anzitutto la cabina di regia, richiesta proprio per superare le competenze diversificate e quindi, traduco in termini ipotetici, per zittire i contrari? In secondo luogo la questione dei punti ristoro, quanti, dove e con quali metrature? C’e’ un dato certo? In terza istanza i laboratori e gli spazi che dovrebbero servire per mostre e quanto altro. Forse Stella non conosce bene la storia urbanistica di questa citta’ che ha visto targare con nomi affascinanti delle operazioni puramente commerciali, penso ad esempio ai punti-ristoro che si volevano realizzare in zona Eur, sulle aree Verdi del quartiere nel 2006, con una realizzazione pari a circa 14.000 metri cubi. E ricordo che i punti ristoro hanno bisogno di rispettare normative stringenti e quindi non possono configurarsi come semplici casottini di campagna, gioco forza. O forse qui si parla di aree libere per ristoro? e anche qui ci chiediamo come si realizzeranno? come le capannine sull’Appennino tosco-emiliano? Penso poi alle opere accessorie utili alla realizzazione di laboratori e di luoghi per le mostre. Anche qui cosa si intende, tensostrutture? Questo perche’ in realta’ il contorno dell’operazione e’ costituito da un modello e non da un progetto vero e proprio pensato prima dalla cabina di regia del parco condiviso con le associazioni e i cittadini, e poi adottato dal privato. E poi a Stella consiglierei di documentarsi un pochino sull’aneddotica. Scorrendo le cronache ed intervistando una attenta conoscitrice della vita di Cederna, si e’ riportato alla memoria il fatto che il lungimirante fondatore di Italia Nostra ricevette in regalo probabilmente dalla societa’ autostrade quando divenne parlamentare, un bella mountain bike, a significare forse che le sue posizioni sulla tutela del paesaggio rendevano il Paese in grado di viaggiare solo sulla due ruote. O possiamo ironicamente pensare che il donatore, se fosse Autostrade, gia’ dall’epoca avesse in serbo questo progetto per l’Appia? Si narra poi, con buona pace di tutti, che la bici Cederna la regalo’ ai ragazzi del Don Guanella di Roma, ed a testimonianza di quanto fatto invio’ pure ai gentili offerenti la ricevuta della consegna. Come risposta al mittente, niente male! Ci auguriamo che il commissario del Parco dell’Appia Antica faccia la stessa cosa con questo modello di gestione e che, se proprio e’ tanto attento ai soldi per il Parco, inizi ad organizzare in casa propria un piano di gestione compatibile con la delicatezza del contesto paesaggistico, storico e culturale, di parteciparlo alle associazioni che si occupano di tutela dei beni culturali e ai cittadini, per poi sottoporlo alla societa’ animata da tali sentimenti di mecenatismo, rendendo onore anche agli amanti della due ruote. D’altronde e’ un ente pubblico e  dunque puo’ tranquillamente approfondire il progetto gestionale con la cittadinanza. Promettiamo invece di verificare ulteriormente e di informare Gian Antonio Stella sul destino che incontro’ la bici di Cederna, cosi la prossima volta potra’ sfruttare questo aneddoto per esprimere appieno il piano che aveva sognato il fondatore di Italia Nostra per il futuro del parco archeologico piu’ importante del pianeta.

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