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Istanbul dimentica le donne di Tor bella monaca

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Oggi entra in vigore la convenzione di Istanbul, un passo importante per la questione della prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne. Firmata da 32 paesi, ratificata da tredici tra cui l’Italia, approvata nel 2011 essa si configura come il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che inquadra in una cornice specifica gli abusi contro donne e bambini identificando un quadro normativo ampio. E proprio oggi all’atto dell’entrata in vigore del testo, nella capitale spicca il caso del centro antiviolenza di Tor bella monaca, privo da più di sei mesi della sua sede. ‘Abbiamo dato la nostra adesione alla protesta per la risata libera contro le esternazioni farneticanti del vicepresidente turco, siamo in prima fila per i diritti per le donne e per vedere l’applicazione della convenzione di Istanbul   -ha sottolineato Stefania Catallo, Presidente del centro antiviolenza di Tor bella monaca – ma non possiamo non rimarcare il problema che ci riguarda da vicino, ovvero quello del silenzio assordante delle istituzioni calato sulla nostra vicenda. Da oggi in poi utilizzeremo anche noi il metodo delle risate riprese in video, risate amare le nostre però perché effettivamente in un Paese e in una regione, dove le rappresentanti femminili gridano il giubilo per la convenzione di Istanbul, le donne di Tor bella monaca vedono negato il loro diritto a difendersi dalla violenza”

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