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Richiami vivi: tasse in piu’ per garantire il ‘divertimento’ ai cacciatori piu’ sanguinari

uccellini-nido

Morosa e fuori legge l’Italia per garantire al suo popolo di cacciatore incalliti e incivili la pratica della caccia con gli uccellini vivi a far da esca, si prepara a far pagare a tutti i cittadini una cifra iperbolica. Come a dire che il Paese di fatto riconosce il potere di questa lobby di miseri uomini pronti a manifestare la loro superiorita’ con le doppiette in mano e con gli uccellini da sacrificare imponendo a tutti gli altri una multa quotidiana. Oltre che una pratica barbara e sanguinaria questa prassi si rivela una contraddizione tremenda in tempi di contenimento della spesa pubblica. Non si reintroduce la storia dell’arte nella scuole del Paese con il piu’ alto numero di opere d’arte al mondo, non si assumono ne’ si stabilizzano precari quarantenni ma si buttano i soldi nelle multe che l’unione europea ci comminera’ per il persistere di questa modalita’ di caccia. E quanto e’ avvenuto in commissione ambiente al Senato, con lo stravolgimento del testo abolizionista sui richiami vivi partorito dal Governo, esplica chiaramente la situazione. Pagheremo tutti I giochetti di lor signori cacciatori di tasca nostra poiche’ questa lobby mantiene importanti addentellati con I rappresentanti istituzionali. L’appello che e’ stato rivolto al governo Renzi in questi giorni dalle associazioni animaliste non deve cadere inascoltato. E’ una questione di rispetto dei diritti degli animali, di apposizione della parola fine ad una pratica sanguinaria e barbara, e non solo. Perche’ nel momento in cui si parla di prelievi forzosi nei conti degli italiani ci vuole una bella faccia tosta a mantenere le multe che la UE ci comminera’ solo per un gruppetto di voti provenienti dai cacciatori. E oltre a cio’, ad aggravare la situazione, va detto che l’Italia e’ maglia nera per il numero di infrazioni. Il nostro Paese ha 101 infrazioni individuate dalla UE. La maggiorparte, un quinto del totale, si riferiscono a problematiche di natura ambientale. Sulla pratica dei richiami vivi la procedura di infrazione e’ stata aperta il 25 febbraio scorso. La multa minima che Bruxelles puo’ adottare contro l’Italia al termine dei contenziosi è di 8 milioni ai quali si aggiungono penalità da 10 mila a 642 mila euro per ogni giorno in cui il Paese non rientra nella legalità dopo una sentenza definitiva. Cifre da capogiro in un momento storico in cui si chiede ai cittadini italiani di tirare la cinghia. Ma stavolta la misura e’ colma! Si spera in un cambiamento di rotta deciso del premier e nella eliminiazione di questa prassi che, oltre a renderci consapevoli di un bagno di sangue di creature innocenti, ci depaupera quotidianamente di risorse economiche preziose da destinare a chi e’ davvero in difficolta’. Lo sdegno e’ tale di fronte a questa mostruosita’ che davvero invito tutti i cittadini a partecipare a questa battaglia in primis di civilta’, in secundis di giustizia e di rispetto dei bisogni di tutti.

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