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Cinema storici a Roma: patrimonio a rischio, intervenga Franceschini

metropolitanDopo lo sgombero del Cinema America dei giorni scorsi e la grande mobilitazione che ne e’ seguita, la commissione urbanistica comunale di martedi scorso sul destino futuro del Cinema Metropolitan ha riacceso i fari sulla questione del mantenimento delle sale cinematografiche storiche nella capitale. A rischiare grosso sono infatti il cinema Impero e il cinema Maestoso, entrambi esempi di edifici storici che potrebbero trovare un’altra destinazione d’uso se le istituzioni non si attiveranno ben presto. Ad aleggiare su tutti e’ infatti l’esempio della trasformazione del Cinema Etoile di piazza San Lorenzo in Lucina in negozio di lusso. E l’appello che e’ giunto da piu’ parti nei giorni scorsi si rivolge da un lato all’assessore alla cultura del comune di Roma Giovanna Marinelli e dall’altro al Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, affinche’ venga salvato il Cinema America vincolandolo. Al 26 agosto scorso risale infatti la Direttiva con la quale il ministro ha richiesto la realizzazione di un censimento delle sale cinematografiche di interesse storico esistenti sul territorio italiano. Ma i tempi sembrano lunghi e nel frattempo la delibera relativa al futuro destino del cinema metropolitan sara’ discussa nuovamente in commissione urbanistica nei prossimi giorni. Chiuso da quattro anni, il cinema noto per le sue proiezioni in lingua originale potrebbe diventare, per piu’ dell’80% della cubatura, un negozio di lusso. Per la cubatura restante invece, potrebbe ospitare una sala cinematografica. A ragionare in termini teorici, un identico destino potrebbe essere riservato ad altrettante sale cinematografiche storiche. E la mente, grazie alle sollecitazioni giunte da piu’ consiglieri comunali, va al Cinema Maestoso e al Cinema Impero. Ma esempi di mantenimento di cinema storici ve ne sono nella capitale, eccome. Era il 2004 quando aleggio’ l’ipotesi di trasformare il Cinema Farnese di Campo de’ Fiori in un supermercato. La grande mobilitazione dei residenti di Campo de’ Fiori e dei quotidiani blocco’ qualunque iniziativa. Al momento il cinema e’ li’ al suo posto e prosegue nelle programmazioni. Segno del fatto che se si vuol fare, si puo’ fare.  Si segnala da piu’ parti pero’ l’esigenza di un confronto serrato con l’assessore alla cultura capitolino che in tutta questa vicenda, non imputabile chiaramente alla nuova arrivata, ha rappresentato nel tempo una sorta di convitato di pietra. Atteggiamento che viene sottolineato anche dal sindacato CUB informazione che, raccolte piu’ di 10.000 firme contro la chiusura del Metropolitan,  ‘da tempo segnala la situazione critica dei cinema a Roma e il concreto pericolo che analoghe operazioni possano profilarsi per molte altre sale situate in zone commerciali (solo per esempio il Maestoso, il Roma, e tanti altri) e  – sostiene l’organizzazione in una nota – si ostina a credere che compito della Politica sia quello di programmare interventi e soluzioni che favoriscano lo sviluppo e la fruizione dell’attività culturali e non quello di cedere, di volta in volta, alle pressioni dell’offerente più forte e con più agganci. Non ci arrendiamo  e continueremo a richiedere un confronto alle forze sociali e alle istituzioni, confidando che si possa arrivare ad elaborare una politica culturale degna della nostra Città.”

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