Cronaca

prolungamento metro B a Casal Monastero: per Italia nostra, stop alle cubature e via con la metro leggera

metropano Prolungamento metropolitana linea B a Casal Monastero, Italia Nostra Roma prende atto delle perplessità espresse dall’assessore Improta in merito alla realizzazione del prolungamento della metropolitana “B” da Rebibbia a Casal Monastero, e appoggia totalmente lo stop ai lavori deciso nello scorso mese di agosto in virtu’ di un ripensamento complessivo del progetto, varianti di prg incluse. E’ questa, in sintesi, la posizione assunta dalla storica associazione fondata da Antonio Cederna. ‘Italia Nostra Roma ha sempre considerato indispensabile un drastico potenziamento dell’efficienza del trasporto pubblico nel quadrante tiburtino, oltre Rebibbia. – si legge nel comunicato – Ma le esigenze di mobilità di San Basilio, di Torraccia, di Casal Monastero non sono tali da giustificare la realizzazione di una metropolitana pesante con capacità potenziale fino a 40 mila passeggeri  l’ora per direzione. E con costi di costruzione astronomici: mezzo miliardo di euro per 3 km di nuova linea! Senza dimenticare, poi, che antecedentemente all’entrata in esercizio del bivio di p.zza Bologna, con il conseguente dimezzamento delle corse, i treni della metro “B”, dopo la stazione Tiburtina, viaggiavano costantemente semivuoti. Anacronistica la metro pesante: una metropolitana leggera di superficie, con percorso totalmente protetto e diverse possibili soluzioni tecnologiche da valutare, costerebbe cinque volte meno e darebbe altrettanto bene una soluzione al problema della mobilità oltre Rebibbia!  Date queste premesse, gli sviluppi della vicenda sono ancora più preoccupanti. Per ovviare alla scarsità delle risorse pubbliche si era previsto un sostanzioso contributo alla spesa complessiva da parte di costruttori privati. I quali, per contropartita, hanno chiesto e ottenuto – dall’allora sindaco Alemanno – compensazioni edilizie, in variante di piano regolatore, per quasi un milione di metri cubi nella forma di giganteschi,  inaccettabili alveari di cemento, alti fino a 18 o 20 piani, scaraventati negli spazi ancora liberi di una periferia, ancora  miracolosamente,  non troppo intensiva. Sindaco Marino, dove sono finite le tue promesse sul consumo del suolo ? Italia Nostra Roma, si oppone dunque decisamente all’attuale  progetto per  lo spreco inaccettabile di risorse pubbliche e per la gigantesca operazione di speculazione edilizia, che ancora una volta avvantaggerebbe i soliti noti a danno dell’intera collettività.  Il problema della mobilità per gli abitanti dei quartieri periferici del quadrante tiburtino può essere risolto, come detto, con sistemi alternativi alla metropolitana pesante, molto più economici e di ben più rapida realizzazione.”

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