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Al Colosseo fiaccolata di solidarieta’ col popolo curdo

foto-50Migliaia di persone stanno per essere uccise e massacrate davanti agli occhi di tutto il mondo. Per urlare la propria indignazione contro quanto sta avvenendo nel Kurdistan occidentale, un migliaio circa di persone si sono date appuntamento ieri sera sotto al Colosseo per una fiaccolata di solidarieta’ con le popolazioni che sono sotto gli attacchi di IS, lo Stato Islamico. Ad organizzare la manifestazione, la rete di solidarieta’ italiana con il popolo curdo e il centro culturale Ararat. Un corteo lungo ed ordinato si e’ raccolto prima sotto al Colosseo per poi dirigersi verso il Circo Massimo. Un lungo serpentone illuminato da tante fiaccole ed animato dagli slogan intonati in modo accorato dai partecipanti. In questi momenti infatti il pericolo che corrono le popolazioni curde della citta’ di Kobane e’ immenso. Le forze popolari di difesa curde, con mezzi limitati, stanno difendendo la citta’ con difficolta’ estrema. Il tutto sotto gli occhi di tutte le potenze occidentali. Per questo motivo il presidente del Cantone di Kobane, Enver Muslim, ha avvisato le potenze internazionali della minaccia due giorni fa. Ha chiesto alla coalizione internazionale di rompere il silenzio e ha dichiarato: “Se IS entra a Kobane e commette un massacro di migliaia di persone, tutte le potenze internazionali saranno ritenute responsabili.” L’obiettivo principale degli attacchi di IS è quello di distruggere il sistema alternativo di autonomia democratica che si è creato in Rojava. Se il mondo vuole la democrazia in Medio Oriente, dovrebbe riconoscere l’autonomia democratica istituita dal luglio 2012 in Rojava: questa promette un futuro libero e pacifico per tutti i popoli in Siria. E per il giorno 11 ottobre e’ previsto per l’intera giornata un convegno nella casa internazionale delle donne di Roma in via della Lungara per affrontare il tema della liberta’ delle donne curde in Irak. Due luoghi saranno contrapposti a fungere da esempio chiarificatore della situazione: Sengal, sotto il controllo dell’IS dove si consumano femminicidi di massa e Rojava, territorio della rivoluzione femminile.

 

 

 

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