Cronaca

convegno PSI infrastrutture: Cantone protagonista, grande assente il mondo del lavoro – Sabrina Ragucci

pontina-2-670x433Convegno PSI infrastrutture: Raffaele Cantone spara a zero sul sistema delle corruttele. Un incontro per addetti ai lavori piu’ che per i cittadini, quello organizzato giovedi scorso alla Camera dei Deputati dal PSI, e in particolare da Marco Di Lello, portavoce dei parlamentari PSI, Lello Di Gioia, presidente commissione parlamentare controllo previdenza e assistenza sociale ed Enrico Soprano, esperto infrastrutture e consigliere del vice Ministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini. Un incontro che ha visto Raffaele Cantone, presidente autorita’ nazionale anticorruzione, sparare a zero sul sistema delle corruttele che ha caratterizzato il secolo scorso in qusto ambito. Ad intervenire sull’argomento, Paolo Buzzetti, presidente ANCE, Fabio Cerchiai, presidente di ‘Autostrade per l’italia’ e Michele Mario Elia, amministratore delegato Ferrovie dello Stato, che hanno portato la loro testimonianza in una sede decisamente molto tecnica piu’ che politica. Grande assente, il mondo dei lavoratori, inteso come il mondo di coloro che le opere pubbliche le fanno, le portano nella realta’ in condizioni spesso molto difficili. Molto incisivo l’intervento iniziale di Raffaele Cantone presidente dell’ANAC , Autorità Nazionale Anticorruzione, tradottosi in un severo richiamo all’azione di quegli organismi che avrebbero dovuto svolgere negli anni e decenni trascorsi un ruolo serio di vigilanza e controllo sulla trasparenza e la legalità e che invece si sono limitati a sanzionare piccole e ininfluenti imprese per vizi di forma senza mai incidere sulla grossa corruzione. Una sorta di ‘vigilanza blanda’ che non ha saputo porre un freno significativo al gran numero di illeciti perpetrati durante la realizzazione delle opere pubbliche, su utti il Mose e l’Expo,solo per citarne alcuni. Cantone ha criticato l’applicazione troppo diffusa delle deroghe e dei subappalti che senza alcun controllo ha prodotto un sempre piu crescente malcostume e soprattutto un sistema di corrutele diffuso capillarmente all’interno delle imprese e  anche delle  stesse gare spesso portate avanti con meccanismi opachi e poco chiari. Fondamentale sara’ dunque rivedere lo strumento della “deroga” in vista della attuzione del decreto ‘Sblocca Italia’, facendo in modo che quest’ultima  venga già contemplata con costi ed oneri programmati al momento della presentazione del progetto e nel contratto con l’impresa appaltatrice modo da non presentare   un rigonfiamento ingiustificato delle spese a carico della collettività. Cantone ha inoltre evidenziato quanto sia stato sbagliato e controproducente aver affidato  i controlli e il rilascio delle attestazioni SOA certificazione obbligatoria per la partecipazione a gare d’appalto  a società private non indipendenti, spesso in palese conflitto di interesse con le regole d’appalto e di come sia difficilmente applicabile in Italia  un sistema Comunitario di realizzazione grandi e medie opere che vede facile applicazione in un paese del Nord Europa viste le abnormi differenze che ne caratterizzano il tessuto sociale con la conclusione che oltre un codice di intervento occorra sopratutto un codice di onorabilità tra contraenti  siano questi Stato,Ente,Comune Regione ed impresa. Gli altri relatori hanno posto sotto accusa le lungaggini burocratiche dovute a sistemi  estremamente  ferraginosi di procedura , e chiesto una revisione e una semplificazione dell’attuale quadro normativo che ostacola  di fatto l’ attuazione in tempi brevi di pubblicazione gare con il ritardo conseguente di assegnazione appalti. In particolare Paolo Buzzetti, presidente ANCE, ha sottolineato l’esigenza per lo Stato di mantenere intatti gli impegni presi con le aziende per I pagamenti e soprattutto ha criticato quanto la mancanza di controlli abbia favorito il sistema delle deroghe. Lello Di Gioia ha ricordato le posizioni occupate dal nostro Paese nel mondo in merito alle infrastrutture, 40°simi in rete ferroviaria, 57°simi per la rete stradale, 67°simi settore areoportuale e 90°simi settore portuale. Occorre con urgenza, a suo dire, sbloccare le opere per le infrastrutture e fornire stanziamenti importanti contenuti nel decreto ‘Sblocca Italia’ che provverebbero in gran parte da casse private, dall’Inail, dalla cassa depositi e prestiti che il MEF intende tener fermi per motivi di fabbisogno mentre il governo vorrebbe destinare agli investimenti. ‘Solo cosi – ha affermato Di Gioia – si fa fronte al reale fabbisogno riavviando i settori piu’ importanti allo scopo di ridare slancio e crescita economica al Paese’. Al termine del lungo incontro non può non colpire, al di là dei temi importanti messi sul tavolo e illustrati con eccellente dialettica, la mancanza di un importante interlucutore: il lavoro, ovvero la forza lavoro, le mani  che dovrebbero portare a compimento queste opere importanti. Non un accenno al caporalato, allo sfruttamento , alla mancanza di sicurezza nei cantieri spesso subordinata al profitto, alla mancanza di ispettori del lavoro e non un accenno alle condizioni di lavoro sui cantieri che spesso hanno portato alla tragedia. Dal Gennaio 2014 al Luglio 2014  si contano più di  500 morti per non parlare degli infortuni. Non un accenno allo spettro dei licenziamenti di oltre 2000 dipendenti di Fincantieri, per ora rientrato grazie all’ultilizzo della cassaintegrazione straordinaria. In quella bella ed elegante sala di uno dei palazzi  storici più belli di Roma, in quel turbinio di cifre stratosferiche è mancata forse la parte più importante che fa capo a quelle opere… quella parte che le realizza con sudore e sacrificio sotto il sole e l’ asfalto bollente, al gelo e in condizioni spesso difficili, per una paga ben lontana da quella dei rispettabili relatori che ne hanno descritto cosi diligentemente l’utilità.

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