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Domani tutti a piazza Venezia per dire no al TTIP

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Sara’ una giornata di grande mobilitazione quella di domani nella capitale. Se in mattinata e in altre sedi si discutera’ pubblicamente dei pericoli dello ‘Sblocca Italia”, a piazza Madonna di Loreto dalle 16.00 si riuniranno cittadini ed associazioni controarie al TTIP, il trattato con il quale Europa e USA stanno tentando di sdoganare la piu’ colossale operazione economica del dopoguerra mettendo in pericolo le piu’ basilari conquiste sui diritti. Dopo l’11 ottobre scorso, in cui si sono svolte oltre 1100 iniziative in tutta Europa, ora la campagna #StopTTIP tocca Roma. Domani sera infatti il viceministro dell’Economia, Carlo Calenda ha convocato a Palazzo Colonna in piazza SS. Apostoli, un evento con cena rivolto ai businessmen e all’imprenditoria con i ministri al commercio UE e i negoziatori del TTIP. E a pochi metri di distanza si sono dati appuntamento I movimenti di cittadini e associazioni attivi contro il trattato. Il Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti, TTIP, acronimo di Transatlantic Trade and Investment Partnership, è un trattato di libero scambio e investimento, che l’Unione Europea e gli Stati Uniti stanno attualmente negoziando in segreto. L’intenzione di dare il via ai negoziati TTIP era stata annunciata inizialmente dal presidente Barack Obama nel suo discorso sullo stato dell’Unione nel febbraio 2013. Il primo ciclo di negoziati ha avuto luogo tra i funzionari della Commissione europea e gli Stati Uniti nel luglio dello scorso anno. Trapelate pero’ le prime indiscrezioni, si e’ assistito ad un movimento critico contrario al Trattato poiche’ esso, abbattendo I costi delle transazioni tra USA e UE. Il trattato rischia di far scomparire per sempre proprio quelle garanzie, ambientali e sociali tra tuttte, che rappresentano si’ un costo ma ampiamente giustificato nell’ambito di una convivenza civile e giusta. Il fine principale del TTIP è l’eliminazione di barriere normative che limitano i profitti potenzialmente realizzabili dalle società transnazionali a est e a ovest dell’Atlantico. Queste barriere rappresentano in realtà alcuni dei nostri standard sociali maggiormente apprezzati, ossia le normative ambientali, i diritti dei lavoratori, le norme per la sicurezza alimentare (comprese le restrizioni sugli OGM), i regolamenti sull’uso di sostanze chimiche tossiche, le leggi sulla privacy digitale e anche le nuove norme a tutela delle operazioni bancarie, introdotte per prevenire che si verifichi una crisi finanziaria come quella del 2008. Dunque la posta in gioco e’ davvero molto alta, ed e’ davvero giunto il momento di far sentire la propria voce.

Per info: http://stop-ttip-italia.net/

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