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Testaccio: con un colpo di spugna l’Ater si appresta a cancellare la storia della ‘carboneria’ romana

images-2E’ una storia illustre ed antica quella della ‘carboneria’ testaccina, una storia che ha memoria viva e che l’Ater si appresta a cancellare in un sol colpo. Una storia che ha visto intrecciarsi nei locali ora a rischio sfratto, la sede di via Aldo Manuzio 89, le gesta di mazziniani, repubblicani e carbonari, anarchici e antifascisti, di persone che hanno giurato di difendere gli ideali della Repubblica Romana del 1849 e che hanno partecipato alla battaglia di Porta San Paolo del 1943 per poi sostenere il processo di redazione della Costituzione. Una storia ‘nostra’, tanto ‘romana’ e tanto sconosciuta fino al 2000, quando, venendo meno gli ultimi affiliati alle ‘vendite carbonare’ e con essi il giuramento di segretezza, se ne sono potuti scoprire i materiali storici e i ‘simboli rituali. Tutto questo portato di memoria e’ condensato nell’esposizione al pubblico dei cimeli, nella possibilita’ di accesso da parte dei cittadini ai documenti e alle collezioni librarie, nonche’ nella fervida attivita’ culturale e sociale svolta dall’associazione che oggi occupa i locali e che appunto rischia lo sfratto. Come per altri beni storici similari, si veda il Circolo “Giustizia e Liberta’” di via Andrea Doria 79 vincolato nel 2003 dall’allora Ministro Melandri, e’ stato avviato l’iter di riconoscimento dello status di bene culturale di interesse storico che pero’ deve essere completato. Nell’ultimo appello rivolto al Ministro Dario Franceschini si richiede un intervento risolutore della questione. Ma al momento la situazione e’ in fase di stallo, con l’Ater che preme e l’Associazione che, evidentemente conscia della propria storia, resiste ancora una volta.

Quadro

Il rischio di veder cancellata per sempre una pagina gloriosa di storia romana e’ davvero reale. Servirebbe invece tanto ai cittadini, passare di qui e venire a scoprire le bandiere ricamate a mano dei Repubblicani, i cimeli delle ‘vendite carbonare’, di quelle cellule di liberta’ e democrazia che mai come in Italia, furono i luoghi di trasmissione dei valori di liberta’ e di giustizia, di lotta all’oscurantismo clericale e di riscatto dell’essere umano. Servirebbe in questo momento storico piu’ che mai, per ricordare ai piu’ come il processo di democrazia del nostro Paese, ha conosciuto qui la diffusione e la difesa di quei principi che la ‘meglio gioventu’ insorgente dell’Ottocento fece propri, consacrando loro la vita e ancor di piu’ la morte. In questo quadro non stupisce dunque la volonta’ di resistenza dei depositari di tanta sapienza, volti a salvaguardare un patrimonio culturale preziosissimo per l’intera citta’ e per le coscienze di molti.

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