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Sullo ‘sblocca Italia’ inizia il confronto in Parlamento: sulle barricate solo le associazioni.

imagesContro lo “Sblocca Italia” continuano le manifestazioni delle associazioni. E per fortuna che ci sono i movimenti associativi perche’ altrimenti il nostro Paese avrebbe gia’ avuto con Decreto, probabilmente votato con la fiducia, un atto pronto a sancire una deregulation in materia ambientale senza precedenti. C’e’ chi l’ha soprannominato “sbrocca Italia”, chi lo ha chiamato “Decreto Svitol”, in realta’ a tutt’oggi l’aria che tira sul decreto che piu’ del fare non potrebbe essere, anche se con stanziamenti ridottissimi, l’unica buona notizia in questo panorama sconfortante, non sembra una bella aria. Il testo di partenza, davvero molto spinto in materia di deregolamentazione ed aspramente criticato dalle associazioni locali e nazionali che si erano date appuntamento alla Camera la scorsa settimana per un presidio di due giorni, e’ stato rivisto fortemente apportando correttivi ma ‘resta sempre un testo grave e difficile da digerire” ha sottolineato Filiberto Zaratti di SEL nel corso del dibattito alla Camera, iniziato oggi. Ad esporre critiche feroci anche i deputati del Movimento Cinque stelle, soprattutto per quanto attiene la questione dei rifiuti e della mancanza di programmazione in questo ambito. Se da una parte infatti si cerca di evitare il ripetersi di eventi come quello del conferimento di rifiuti tritovagliati e non trattati preventivamente, dall’altra si opera un ricorso agli inceneritori indiscriminato in questo testo. Giustamente i rappresentanti pentastellati hanno posto l’accento sulla mancanza di una strategia che si attenga al riciclo e al riutilizzo nonche’ alla prevenzione della stessa produzione del rifiuto. I rappresentanti delle varie realta’ associative legate al mondo della difesa dell’ambiente, Animalisti Italiani, ENPA, Italia Nostra, LIPU e WWF, si sono dovute accontentare del silenzioso ascolto del dibattito alla Camera. Confinati negli spazi per il pubblico hanno soltanto potuto assistere senza poter intervenire. Ad introdurre il decreto e le modifiche che ne hanno riguardato l’impianto, la relatrice Chiara Braga che ha sottolineato come le modifiche contenute negli oltre 100 emendamenti approvati su 3000 presentati e sui circa 200 votati, abbiano apportato correttivi importanti. E sulla stessa linea anche Ermete Realacci che di fatto ha rivolto aspre critiche a tutti coloro i quali criticano l’impostazione degli articoli dal 36 al 39, quelli relativi alle “misure urgenti in materia di energia” che hanno attirato l’attenzione soprattutto degli ambientalisti per la possibilita’ di eseguire trivellazioni addirittura nel Santuario dei Cetacei tra la Corsica e la Sardegna e per optare per una deregolamentazione e una scarsa protezione delle aree protette del nostro Paese, tutte, sia marine che di terra. Insomma dal decreto ‘Sblocca Italia” non tira assolutamente una bella aria. Con tutta probabilita, questa e’ l’impressione che si e’ percepita stamane in aula, il Governo mettera’ la fiducia. Dall’altra parte della barricata, le associazioni che annunciano ricorsi ed impugnazioni. In mezzo, i parlamentari che, spiace dirlo, potrebbero fare molto, tanto, tantissimo se solo osassero attivarsi non soltanto nelle aule parlamentari. E qui, il prezzo piu’ alto tocca pagarlo al cinque stelle e alla stessa Sinistra Ecologia e Liberta’ che, assodata la mancanza di coraggio e di cuore, mancano completamente delle strutture territoriali, e quindi ahinoi, di contrappesi giusti da utilizzare per portare avanti una propria politica non sempre di retroguardia ma anche, e sarebbe il momento, di contrattacco vero. Ecco, in questo senso, davvero lo “Sblocca Italia” potrebbe rivelarsi utile per un confronto aspro ma di rilancio di un’azione davvero volta alla salvaguardia dell’ambiente e dell’Italia.

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