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Ebola, un referente in ogni Asl e ospedale del Lazio – Sabrina Ragucci

Il protocollo regionale per la gestione di eventuali casi sospetti, probabili o confermati di malattia da virus Ebola è stato sottoposto alla commissione Politiche sociali e Salute del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Rodolfo Lena (Pd), nel corso di un’audizione richiesta dal Movimento 5 Stelle. In rappresentanza dell’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” – centro nazionale e regionale di riferimento – sono intervenuti: il commissario straordinario Valerio Fabio Alberti; il direttore scientifico Giuseppe Ippolito; il primario del reparto Infezioni sistemiche Nicola Petrosillo. Quest’ultimo è da poco rientrato da un’esperienza sul campo a Lagos, in Nigeria. Per la Direzione Salute della Giunta regionale, presente la dottoressa Amalia Vitagliano, che ha riepilogato i tratti salienti del protocollo ed ha annunciato che sarà designata, per ciascuna Asl e azienda ospedaliera, una figura unica di riferimento per la gestione dell’emergenza Ebola. “Sono partiti, inoltre, percorsi formativi e informativi ad hoc rivolti a tutto il personale sanitario regionale coinvolto”, ha aggiunto. Secondo il protocollo, i reparti di malattie infettive degli ospedali di Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti sono identificati come centri di riferimento per le esigenze infettivologiche delle strutture sanitarie presenti nel rispettivo territorio provinciale. I reparti di malattie infettive del Policlinico universitario Umberto I, del Policlinico universitario Agostino Gemelli e dello Spallanzani costituiscono invece le strutture di riferimento per le esigenze di Roma e provincia. In presenza di un caso sospetto, le indagini specifiche per il virus Ebola sono centralizzate presso il laboratorio di virologia dello Spallanzani, con preventiva segnalazione al ministero della Salute e alla Regione Lazio. “Abbiamo predisposto stanze di alto isolamento, in attesa dell’attivazione di una analoga struttura a cura della Protezione civile – ha spiegato il commissario straordinario dell’Istituto, Alberti -. Il nostro personale è adeguatamente addestrato e continuamente formato e aggiornato. Raccomandiamo l’adozione di adeguate misure di protezione da parte di tutti gli operatori coinvolti nel prelievo e confezionamento di campioni da inviare al nostro laboratorio, attenendosi scrupolosamente al protocollo regionale”. Secondo il documento, le Direzioni sanitarie sono invitate a tenere un registro dei contatti identificati presso la propria struttura e ad emanare disposizioni affinché i sanitari, fin dal primo impatto con un paziente sospetto, provvedano a registrare data, orario, nome, domicilio e contatto telefonico. Devono essere inoltre istruiti a comunicare qualunque esposizione non protetta o inosservanza/variazione delle procedure raccomandate. Per il presidente Lena “adesso occorre avviare una puntuale verifica sulla corretta applicabilità del protocollo regionale, contattando tutti i Pronto soccorso e tutti i punti di accesso al nostro sistema sanitario in modo da individuare da subito eventuali debolezze da correggere”. Rispetto al ruolo di primo piano su scala nazionale dello Spallanzani, Lena ha auspicato “un pronto sblocco delle risorse ministeriali per consentire l’adeguamento e il potenziamento delle dotazioni dell’Istituto, ancora una volta in prima linea con competenza e solerzia per garantire la salute pubblica su tutto il territorio italiano”.

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