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Velodromo ed amianto: il caso in parlamento

20140723-170804.jpgE’ stata discussa stamane l’interrogazione sulla dispersione di polveri di amianto dalla struttura del velodromo di viale della Tecnica avvenuta in occasione della sua implosione il 24 luglio 2008. A sollecitare il governo sulla richiesta di indagine epidemiologica, la deputata del Movimento Cinque Stelle, Marialucia Lorefice. La storia e’ lunga e molto complessa e l’interrogazione della deputata conferma il sentimento di grande preoccupazione che i cittadini hanno sempre avuto in merito alla vicenda. Da subito i cittadini della zona si mobilitarono per chiedere chiarimenti sui rischi connessi alla dispersione nell’aria delle polveri di amianto. Le prime risposte giunsero timidamente soltanto nel febbraio 2009.  Nel testo si chiede l’avvio “di un’indagine epidemiologica finalizzata al controllo dello stato di salute dei cittadini anche all’epoca dei fatti residenti nella zona limitrofa” all’ex Velodromo, “al fine di garantire agli stessi il diritto costituzionale alla salute”. Nel documento si ricorda come a seguito dell’implosione “si sprigionava una enorme nube di polveri che si diffondeva in un’ampia area residenziale, senza un preventivo monitoraggio ambientale” e che dalla relazione conclusiva pubblicata dall’Asl Rmc successivamente alla bonifica dell’area “è emerso che dei 4.535 chilogrammi di materiali in cemento amianto rinvenuti nell’area almeno 130 chilogrammi sono sicuramente coinvolti nell’implosione, con la conseguenza che vi è stata certamente dispersione di amianto nell’aria”. A rispondere all’interrogazione il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo. Nel documento del Ministero si fa notare come “durante la bonifica dei materiali interrati e l’esame delle macerie sono stati effettuati campionamenti di fibre aerodisperse nell’area del cantiere, che hanno dato esito negativo (assenza di fibre di amianto)”. Anche l’Istituto Superiore di Sanita’, secondo quanto riporta il documento con la firma del sottosegretario De Filippo, “ha escluso, nel proprio parere, con ampi margini di probabilità un’esposizione significativa per i cittadini che si trovavano nella zona il giorno della demolizione dell’area del Velodromo olimpico”. “Inoltre – si legge ancora nella risposta del ministero – rispondendo ad un quesito formulato dal comitato Salute Ambiente Eur nel 2009, l’Istituto Superiore di Sanita’ rassicurava in merito al fatto che non e’ stata riscontrata alcuna contaminazione atmosferica causata da fibre di amianto e, poiche’ tale contaminazione e’ risultata assente durante le operazioni di rimozione delle macerie, non e’ vi e’ motivo di ipotizzarla presente durante l’evento della demolizione”. Una risposta che, però, non ha soddisfatto la deputata grillina che ha commentato a margine della seduta, “è stata piuttosto evasiva, – ha detto Lorefice – non c’è alcun riferimento all’indagine epidemiologica che abbiamo chiesto di avviare. Per questo non ci fermeremo ad un’interrogazione, come parlamentari andremo avanti su questa vicenda per fare chiarezza e per far si che le richieste dei cittadini possono essere ascoltate”.

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