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Abuelas de Plaza de Mayo: Estela Carlotto fino a sabato in Italia

carlotto_798847E’ stata una settimana importante quella affrontata da Estela Carlotto nella nostra citta’. Tanti gli incontri, il piu’ pubblicizzato quello con il Papa, che hanno fatto da cornice alla visita. A conclusione degli impegni ufficiali, il ministro Carlos Cherniak, responsabile della sezione Diritti Umani dell’Ambasciata Argentina, ha sottolineato come il progetto per la ricerca dei tanti ragazzi dati in adozione dai militari argentini durante la dittatura, sia fondamentale. Il presidente del Senato, Pietro Grasso, riceverà domani, venerdì 7 novembre, la Carlotto. L’appuntamento è alle ore 10,30 a Palazzo Madama. Il presidente Grasso nel suo recente viaggio in Argentina ha visitato la sede dell’Associazione “Casa por la identidad de abuelas de Plaza de Mayo” e consegnato al governo argentino l’ultima tranche di documenti che raccolgono le denunce e le testimonianze dei familiari dei “desaparecidos” contenute negli archivi del Ministero degli esteri italiano. “Sono particolarmente orgoglioso che l’Italia sia il primo, e finora l’unico, Paese che ha messo a disposizione del governo argentino questa importante documentazione” ha detto, in quell’occasione, il presidente Grasso. “Prima di consegnarli, ho voluto sfogliare i faldoni ingialliti e vi ho letto le storie di tante famiglie, di madri e di padri, di fratelli e amici che non si sono arresi alla scomparsa dei propri cari. Storie di famiglie che potevano essere felici, e che sono state condannate da una dittatura feroce ad un dolore straziante” ha concluso il presidente Negli anni della dittatura miltare in Argentina i militari fecero sparire oltre 30.000 persone e centinaia di bambini. “Io appartengo alla generazione che ha pagato la dittatura – aveva detto il ministro Cherniak due settimane or sono alla Casa della Memoria in occasione della presentazione del libro di Nicola Viceconti “Emet – il dovere della verita’” – e se un numero cosi alto di vittime c’e’ stato, e’ perche’ in Argentina c’e’ una coscienza civile molto forte che i militari dovevano spezzare.”

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