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Metropolitan: chiesto a Franceschini il riconoscimento di sala storica

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Dopo l’approvazione ottenuta nella commissione urbanistica della scorsa settimana, per salvare il Metropolitan sono necessari interventi urgenti da parte del Ministro dei beni Culturali. A chiederlo a gran voce e’ il capogruppo capitolino di SEL, Gianluca Peciola, che già nelle sedute di commissione aveva piu’ volte sottolineato l’importanza storica della sala. “Il Cinema Metropolitan venga riconosciuto formalmente ‘sala cinematografica storica’; che le Direzioni e gli Uffici centrali competenti procedano ad avviare e/o completare le istruttorie finalizzate alla dichiarazione di interesse culturale e del vincolo di destinazione d’uso per il Cinema in oggetto; che ciò avvenga in tempi brevi, affinchè sia possibile evitare la realizzazione dell’intervento di riconversione funzionale – con queste parole Peciola ha richiesto al Ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini di individuare l’interesse storico atto a garantire quelle sale cinematografiche inidivudate con apposita direttiva  il 26 agosto 2014 emanata proprio dallo stesso dicastero – il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha emanato una direttiva per censire e tutelare le sale cinematografiche di interesse storico esistenti sul territorio italiano; in tale direttiva si definiscono ‘sale cinematografiche storiche’ quelle già dichiarate di interesse culturale (a); quelle che rivestono significativi riferimenti con la storia politica, militare, della letteratura, dell’arte e della cultura del nostro Paese (b) e quelle esistenti almeno dal 1°gennaio 1980 (c). Riteniamo che il Cinema Metropolitan rientra di diritto nelle categorie b e c. Per il Metropolitan ‘storico cinema romano in via del Corso e dismesso dal 2010, è stato proposto un intervento di riconversione funzionale in spazio commerciale di media distribuzione, con una percentuale minima, inferiore al 15% , destinata ad attività culturali; le norme tecniche di attuazione del Prg nella città storica – articolo 25, comma 16 prevedono, invece, che le sale cinematografiche possono subire cambi di destinazione d’uso, tra quelli consentiti dalle norme di componente, a condizione che almeno il 50% della Sul preesistente venga destinato ad attività culturali (cinema, teatri, sale concerti, musei, gallerie d’arte, sale espositive, librerie anche multimediali, sale congressi, scuole di danza e musica); le uniche eccezioni previste dalle suddette norme per una più ampia riconversione funzionale, sono in caso di diffusa e perdurante dismissione delle sale cinematografiche; il cinema in questione risulta dismesso solo da quattro anni e non è inserito in un’area di degrado e rischio, che potrebbe necessitare, invece, di un piano urgente di riconversione; per la riconversione funzionale dell’edificio a prevalente superficie commerciale è necessario approvare una variante al Prg vigente; per l’approvazione della variante in oggetto è necessario dimostrare l’interesse pubblico dell’operazione; è impossibile sostenere l’interesse pubblico di una trasformazione prevalentemente commerciale di uno dei rari casi di superfici destinate a cultura e socialità, sopravvissute in un tessuto storico quasi interamente trasformato in superfici commerciali; l’interesse pubblico, testimoniato da una protesta sentita degli abitanti, dei comitati di quartiere e dei movimenti, è chiaramente espresso nella conservazione della funzione cinematografica e culturale dell’edificio”

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