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Vendita case popolari: Primavalle scende in piazza

20141115-130539.jpgStamattina il popolare quartiere a nord della capitale si è svegliato con un’assemblea animata e partecipata. Al centro delle rivendicazioni dei cittadini, il timore della perdita della propria abitazione in virtu’ dell’applicazione del Decreto Lupi con il quale si vorrebbe ‘far cassa’ sulle spalle davvero dei più deboli. ‘Prima ce la assegnano e poi ce la tolgono – ha dichiarato uno dei manifestanti a margine dell’assemblea. Sono giorni infatti che gli inquilini ricevono lettere legate alla possibilità di acquisto degli immobili. ‘Addirittura per alcuni immobili si prospetta la vendita in quanto in alcuni casi, è stata già alienata una parte del condominio, ma senza tener conto delle situazioni di ognuno’ In tanti sono scesi in piazza per la terza manifestazione in pochi giorni. ‘Prosegue la mobilitazione nei quartieri di Roma contro il provvedimento  che prevede la vendita all’asta delle case popolari. Dopo la mobilitazione di lunedì scorso quando nel quartiere hanno sfilato centinaia di giovani, anziani, precari, oggi siamo nuovamente in piazza. Il prossimo appuntamento e previsto per venerdì sotto la sede della Regione Lazio sulla Colombo – ha detto Fabrizio Ragucci dell’unione Inquilini. Il Decreto del Ministro Lupi, in corso di pubblicazione dopo il parere positivo ottenuto presso la Conferenza Unificata Stato – Regioni e Comuni, detta nuovi criteri ai fini dell’accelerazione della dismissione del patrimonio dell’edilizia residenziale pubblica. In questo modo, il governo attua quanto previsto dall’articolo 3 della legge 80 del 2014, proprio il “piano caso Lupi”, che ha per titolo proprio “misure per l’alienazione del patrimonio residenziale pubblico.” L’iter del Decreto Lupi ha potuto contare sulla Conferenza Unificata che ha espresso consenso nella seduta dello scorso 16 ottobre, in quanto si viene ad intervenire su patrimoni di proprietà di Regioni e ed enti locali. Le nuove norme, in deroga alle precedenti disposizioni procedurali previste dalle leggi vigenti, si applicano “agli immobili di proprietà dei comuni, degli enti pubblici anche territoriali, nonché degli istituti autonomi case popolari (gli IACP) comunque denominati”. Lo Stato, quindi, interviene dettando norme e criteri di alienazione su immobili non suoi e sui quali Regioni e comuni esercitano una competenza esclusiva. Ecco di seguito le tappe previste dal Decreto Lupi: gli organi di gestione presentano i piani di vendita, si avvia la graduatoria di priorità. L’unica tutela per gli assegnatari è il diritto di prelazione sulla base del prezzo di aggiudicazione dell’asta. Il Decreto demanda agli Istituti e alle Regioni l’individuazione di eventuali ulteriori forme di tutela che, comunque, vista l’attuale situazione deficitaria in materia di offerta di alloggi pubblici, non potrà essere quella dell’assegnazione di un alloggio alternativo. Il giro potenziale di questa manovra riguarda circa un milione di alloggi in Italia, per un valore di mercato medio di 70/80 mila euro ad alloggio.

per approfondimenti:

http://www.unioneinquilini.it/public/doc/decreto_Lupi_su_vendita_case_popolari_con_procedura_asta.pdf

 

1 risposta »

  1. Perfettamente d’accordo con Elisabetta Corsi. Chi sparge benzina sul fuoco sui problemi enormi delle politiche abitative, è anche chi crea panico con la disinformazione, è chi ha interesse a che nulla cambi, che non cambi l’assegnazione di case popolari a chi fa finta di essere povero, che non cambi la speculazione mafiosa degli occupanti abusivi “professionali”, che non cambi il mercato nero della compravendita degli alloggi. Il diritto di prelazione degli attuali inquilini, insieme al diritto di restare conduttore a canone sociale concordato in caso di vendita, nelle forme e con le garanzie che il Decreto Lupi non decide ma rinvia agli Enti Locali, è l’unico modo di bonificare il mondo marcio e corrotto delle case popolari in Italia. Cercate almeno voi di informare in modo corretto, intanto..

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