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Teatro di Roma: ecco il nuovo Direttore, Antonio Calbi – Paola Conte

Antonio-Calbi-2Siamo in buone mani. Sapienti e premurose. Quelle di Antonio Calbi. Il nuovo direttore dello Stabile di Roma infatti ha lo sguardo attento di chi giunge da fuori e si appresta a vivere la sua prima stagione teatrale lanciando un’iniziativa che subito getta un ponte fra il palcoscenico e la città: “Ritratto di una Capitale” è un progetto che nasce da una spinta forte e convoca a sé ben ventisei autori e sessanta interpreti, tutti tasselli che comporranno un grandioso mosaico che restituirà, in una parabola di ventiquattro ore, le schegge multiformi di una giornata romana. La potenza dell’ispirazione di questa iniziativa assolutamente inedita si riverbera nell’aver scelto, non casualmente, per la campagna di comunicazione e promozione Il teatro riparte da Roma. Roma riparte dal suo teatro i fotogrammi dell’ultima fatica di Peter Greenway, ospitata (poiché ingiustamente snobbata dal circuito cinematografico) proprio dal Teatro Argentina nei giorni scorsi:Goltzius and the Pelican Company. Al regista inglese infatti si devono le grandiose visioni che divampano ne Il ventre dell’architetto(1987) e che cristallizzarono i panorami romani nella vastità di un respiro estetico che trascendeva l’inquadratura e si imponeva allo spettatore come prezioso affresco. Lo schermo si era piegato a volta, il fotogramma, per qualche istante, si mutava in tela ed il regista sospendeva la Città Eterna in una fissità maestosa e barocca. Ora Calbi, giunto come Greenway da un altrove che assurge, evidentemente, a privilegiato punto di osservazione, raccoglie una difficile eredità (Teatro Argentina, India e Valle!) e si insedia nella Capitale, pur riconoscendola come “simbolo dolente di una Nazione disorientata”, omaggiandola e chiamando a raccolta scrittori più e meno affermati, comunque tutti protesi ad evocare sulla pagina l’anima di un quartiere romano in un’ora precisa di un giorno. Borgo Pio, Garbatella, Magliana, Trastevere ed il Tevere stesso vivranno nell’arco di un breve atto unico, per un totale di ventiquattro storie firmate da cinquantadue mani differenti (da segnalare la partecipazione straordinaria di Franca Valeri, Claudio Strinati e Corrado Augias, oltre a Ascanio Celestini, Valerio Magrelli, Giuseppe Manfridi, Fausto Paravidno…solo per citare alcuni nomi). A coordinare l’avvicendarsi sul palco degli attori (Leo Gullotta e Milena Vukotic, Anna Bonaiuto, Maddalena Crippa giusto per accennare ad un elenco denso e promettente) ci sarà il regista Fabrizio Arcuri che, insieme a Calbi, firma l’ideazione del progetto. La coralità dell’operazione si strutturerà in dodici brevi atti per sera, martedì 18 e mercoledì 19 novembre a partire dalle ore 18.00, replicando secondo il medesimo criterio, giovedì 20 e venerdì 21. Sabato invece prenderà corpo una vera e propria maratona che offrirà tutti i ventiquattro pezzi dalle 15.00 e, valicando la notte, terminerà alle tre della domenica. Allora, lo Stabile di Roma, schiuderà le sue porte nel grembo scuro del buio e qualcuno di noi porterà a casa un frammento di storia, il sussulto di una fontana, l’odore di un vicolo, qualcosa sepolto da qualche parte nella memoria e che la città è tornata a sussurrarci dalle tavole di un palco.

 

 

PER INFO: http://www.teatrodiroma.net

 

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