Cronaca

Campidoglio: archeologi in sit-in contro Marino

29noveOggi in piazza del Campidoglio sit-in degli archeologi romani per chiedere al Sindaco e alla giunta Capitolina una nuova politica culturale in grado di attrarre investimenti nel settore. Al centro della contestazione, l’accordo stipulato con Enel (The Hidden Treasure of Rome), second il quale senza l’intervento delle università americane, non sarebbe stato possibile studiare e catalogare le 1080 casse di materiali archeologici, gelosamente conservate dal Comune per 100 anni al Celio e che hanno già iniziato a raggiungere il Nuovo Continente.
”Questa è l’immagine che il Sindaco di Roma sta diffondendo nel mondo – ha detto la confederazione nazionale degli archeologi – Soprintendenze e Università povere e incapaci di fare ricerca e di valorizzare il nostro patrimonio, gli archeologi italiani inetti e inadeguati a studiare i materiali e i contesti archeologici della nostra città.

In un momento di profonda crisi economica del Paese, con un’importante società privata (di proprietà per il 30%, però, del Ministero per lo Sviluppo Economico Italiano) disposta a investire nella ricerca archeologica di Roma, non troviamo niente di meglio che accettare che i soldi investiti vadano a finanziare esclusivamente musei e università del Nord America, consentendo di creare lì anche posti di lavoro!

In una fase di crisi, allontanare dal Paese gli investimenti, non significa far svolgere un lavoro ‘a costo zero’, ma togliere opportunità di lavoro a professionisti e imprese italiane, aggravare la loro condizione di cittadini e contribuenti.

Marino istituisce una nuova interpretazione dello sviluppo economico : non si delocalizza solo la mano d’opera, si delocalizza l’opera!

 Questo provvedimento è solo l’ultimo di una serie di scelte compiute dal Comune di Roma negli ultimi anni, tutte nella logica del “costo zero” e dell’annullamento degli investimenti in questo settore.
 È di poche settimane fa il bando per assegnare ad associazioni di volontari l’apertura di 7 musei della città abbracciando, in nome del risparmio, la logica del “tiriamo a campare”, il tutto dopo aver rinunciato ad assumere prima di 15 anni i 150 vincitori del concorso per istruttore culturale, che avrebbero potuto assicurare con la loro professionalità, certificata dal Comune tramite il concorso, il rilancio di quelle strutture museali; il tutto mentre i professionisti che garantiscono l’assistenza archeologica ai cantieri delle concessionarie del Comune, percepiscono compensi da fame, in appalti aggiudicati con la logica del massimo ribasso”. Intanto per il 29 novembre in piazza del Pantheon e’ prevista la manifestazione a tutela del reddito delle maestranze del settore culturale.

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