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Inchiesta ‘mondo di mezzo’: trovati i ‘morti’, ora bisogna scoprire i ‘vivi’

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Il ‘mondo di mezzo’ tra l’ex Nar, Massimo Carminati, dirigenti amministrativi e politici di riferimento sta sconquassando l’amministrazione capitolina e fa intravedere le ombre dei rapporti tra la mafia e il potere dello Stato. Esemplificativi gli indizi forniti dall’inchiesta sui passati vertici di una delle societa’ a capitale pubblico controllate dal Ministero Economia e Finanze, l’Eur spa e di un’altra partecipata del Mef, Finmeccanica. Dal mondo dei ‘morti’ si sta passando a vagliare il mondo dei ‘vivi’, ovvero il mondo delle societa’ pubbliche di partecipazione statale. Il tutto nel marchio di grande discontinuita’ impresso dalla presenza del pm Pignatone alla Procura di Roma a segnare l’inversione di tendenza di Piazzale Clodio rispetto ad anni passati. Se da un lato dunque emergono nell’inchiesta i coinvolgimenti di alcuni dei dirigenti dei dipartimenti comunali del sociale e dell’ambiente, nonche’ di vertici della passata gestione dell’Ama, l’Eur spa per la sua stessa natura giuridica si staglia su un altro livello, cosi come Finmeccanica. La prima, societa’, interamente di capitale pubblico, 10% proprieta’ comune di Roma e 90% ministero economia, ha visto negli anni della consiliatura Alemanno l’approdo di Riccardo Mancini, un personaggio di spicco dell’inchiesta e l’unico in grado di arrivare a livelli superiori rispetto alla ‘terra dei morti’ e di Carlo Pucci, gia’ consigliere del municipio XII e con incarico dirigenziale nella societa’. I legami tra Massimo Carminati e il mondo dell’Eur sono ben chiari. Responsabile della cellula dell’Eur del MSI, del nucleo di zona per la banda della Magliana, uno dei primi di Roma, era amico di Franco Anselmi, quel Franco Anselmi il cui nome e’ stato impresso sull’aiuola di viale dell’Umanesimo al ‘Fungo’ tantissimi anni senza che alcuno lo toccasse a ricordarne la morte per la rapina all’armeria Centofanti. Il luogo non e’ casuale e sembra ribadire il dominio di questa organizzazione sul quartiere. D’altronde se Carminati e Anselmi si conobbero in gioventu’ all’istituto paritario Mons. Tozzi di Monteverde insieme ad Alessandro Alibrandi e a Valerio Fioravanti, fu invece il ‘Fungo” a diventare un ritrovo e un punto di incontro con Giusva e gli altri. Il nome stesso dell’organizzazione NAR fu coniato da Francesca Mambro in una villa nel quartiere. E nel quartiere risiedeva ancha la famgilia Alibrandi. Ed e’ sempre l’Eur negli anni che fa da sfondo a diverse operazioni condotte dalla banda della Magliana e dal Carminati stesso. Tra queste: la rapina alla Chase Manhattan Bank di piazza Marconi e soprattutto l’individuazione del nascondiglio dell’armeria della banda nel covo in via Liszt. Covo al quale Carminati aveva accesso proprio per rifornirsi direttamente. La stretta collaborazione con Franco Giuseppucci e Danilo Abbruciati gli permetteva infatti di poter disporre dell’armeria anche in considerazione del ruolo di organizzatore delle squadre di ‘drizzatari’ che Carminati gestiva e il cui metodo e’ ancora oggi al centro dell’attenzione dell’odierna inchiesta. Viene pero’ spontaneo chiedersi, laddove i legami con l’Eur Spa dei vertici nominati da Alemanno sono cosi diretti, e anche indiretti pensando al figlio dell’ex A.D. Ama Franco Panzironi, assunto nella societa’ in quel periodo, le operazioni condotte da questi organi dirigenti erano al vaglio del Ministero delle Finanze? Ovvero la societa’ era soltanto un luogo utile a ricollocare persone vicine ricompensandole di una propria fedelta’ o appartenenza oppure fungeva da catalizzatore di risorse economiche per qualche altro scopo magari con altre partecipate create ad hoc? Il caso dell’attribuzione degli appalti alla cooperativa 29 giugno di Salvatore Buzzi rientra in questa inchiesta. Sorge spontaneo chiedersi dunque se l’azionista di maggioranza, ovvero il Ministro delle Finanze che delega un rappresentante per suo conto nelle assemblee dei soci, avesse avuto contezza di tali affidamenti nelle operazioni di controllo dei bilanci. E ancora, l’inchiesta per la tangente pagata da una società legata al Gruppo Finmeccanica per i filobus della Laurentina a Mancini poteva essere un indizio per la situazione che ora si e’ palesata? In quella vicenda entrano Lorenzo Cola, consigliere dell’ex A.D. di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini, e Marco Iannilli, commercialista vicinissimo a Massimo Carminati. Tra il 2008 e il 2013 Riccardo Mancini è stato di fatto il referente del sindaco Alemanno per tutte le partite legate alla Mobilità del Comune di Roma ed ha avuto un ruolo determinante nell’affidamento dell’appalto filobus della Laurentina. Secondo l’indagine, Mancini ha trattato con Lorenzo Cola il possibile ingresso di Finmeccanica negli appalti più ricchi della metro C. Attualmente per i pm romani che stanno indagando, Carminati non era  un personaggio sconosciuto in piazzale Montegrappa, sede di Finmeccanica. Anzi. «E’ il caso dei rapporti tenuti da Carminati con Pozzessere, ex direttore commerciale di Finmeccanica e imputato di corruzione internazionale per fatti avvenuti all’interno della controllata pubblica, dimostrati dalla conversazione con il medesimo intervenuta il 13.06.2013», sostengono. Un fiume di soldi sarebbe transitato ed a sostenerlo, lui, il motore del sistema, Massimo Carminati. A bloccarlo, nessuno, sicuramente non I rigidi detentori delle quote di partecipazione di via XX settembre. Segno che il sistema si ramifica molto piu’ in alto della ‘cupola capitolina’. L’inchiesta fara’ luce sulle protezione del ‘mondo dei vivi’? Riuscira’ a svelare I legami tra apparati dello Stato e questa criminalita’ mafiosa? I vertici di via XX settembre saranno indagati? E’ quanto si aspetta chi detiene, proprio perche’ cittadino della Repubblica Italiana, una partecipazione in quelle societa’ pubbliche. I cittadini faranno tutto cio’ che e’ in loro potere per chiedere lo scioglimento dell’Eur Spa e controllare l’operato delle societa’ pubbliche. Dalla politica dei ‘vivi’ ci si aspetta analoga operazione.

 

2 risposte »

  1. grande pezzo di alto giornalismo..grande analisi..si vede che scritto da chi ben conosce il territorio e sò con quanto impegno si è battuta per scoperchiare sta cloaca..ma l omertà le corruttele le omissioni i timori di chi colluso e in sinergia dolente o nolente con questo sistema marcio hanno vanificato i tuoi sforzi di allora..ma non del tutto..hai detto bene,l’impronta diversa che ha dato l attuale procuratore ..ora i timori sono che questa marmaglia che è solo la punta dell’iceberg possa farla franca in qualche modo..che ci sia vera giustizia per questi criminali che si sono arricchiti alla spalle di una città onesta che stà crollando ora sotto il peso delle loro malefatte e ruberie e onore alle giornaliste(e politiche,anche se li eri sprecata come un guttuso in una baracca) come Matilde
    che hanno sempre mantenuto la schiena dritta e la dignità intatta ,una dei pochi,la terra è bassa e lavorare stanca..meglio vendersi le terga,tu non lo hai mai fatto..e sappiamo come in questo sistema di politica marcio non sia un forte svantaggio.

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    • grazie davvero per le bellissime parole. E’ un pentolone che doveva essere scoperchiato e finalmente e’ giunto il momento.
      grazie ancora per tutte le cose molto belle che hai scritto. la schiena dritta e la dignita’ intatta non pagano al momento ma sulla lunga distanza si…
      Matilde

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