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Desaparecidos, diritti umani, diritto all’identita’: stasera in scena al teatro Antigone

Desaparecidos e diritti umani: ponte tra Cordoba e Roma. E’ un filo rosso quello che collega la seconda citta’ dell’Argentina alla capitale d’Italia. Un filo sottile che annoda ricordi e testimonianze importanti che in questi giorni rendono giustizia alla morte di 30.000 persone durante la dittatura di Videla e che prendono forma teatrale grazie ad una coraggiosa compagnia, la compagnia “Factotum” diretta da Stefania Catallo. Proprio questa sera le vite dei desaparecidos e dei torturatori saranno al centro della scena del teatro ‘Antigone’ con la rassegna di corti “Interno argentino con tango”. Una rassegna che viene a sottolineare lo sforzo che sta compiendo il governo Kirchner e l’intera Argentina per scrivere con l’inchiostro indelebile della verita’ le pagine di una storia recente ancora anonima, senza colpevoli, senza vittime. Sulla scena saranno rappresentate le storie personali di quanti, attivisti politici, simpatizzanti o anche soltanto semplici cittadini, incapparono nelle maglie della dittatura di Videla. Ospite d’onore della serata, Giulia Spizzichino, la donna che volo’ in Argentina nel 1994 per far istradare Erich Priebke nel nostro Paese. D’altronde il filo rosso che collega il nostro Paese all’Argentina non e’ soltanto annodato sui concetti della giustizia e della ricerca della verita’. E’ anche quello che si dipana tra il porto di Genova e le citta’ argentine che accolsero I criminali nazisti, e’ anche quello della fuga nei conventi per il tramite del Vaticano dei criminali piu’ feroci e sanguinari dei campi di sterminio in Polonia e in Germania. Ma passando trenta anni alcune verita’ emergono e si delineano anche I crimini realizzati dai torturatori della ‘meglio gioventu’ in Argentina. E’ notizia di ieri che dei cinquantatre aguzzini che finalmente siedono sul banco degli imputati, grazie alla cancellazione delle odiose leggi sull’amnistia volute da Alfonsin e da Menem, quattro hanno deciso di porsi a disposizione delle autorita’ per ritracciare i luoghi dove sono stati sepolti i corpi di tante vittime. Tra questi, l’ex maggiore Ernesto “Nabo” Barreiro, considerato dagli organismi di difesa dei diritti umani il capo dei torturatori, l’uomo che gesti’ il campo di La Perla a Cordoba. Sinora “Nabo” ha indicato 25 localita’ dove potrebbero trovarsi i corpi di 283 desaparecidos. La ricerca, per rendere giustizia alle 30.000 vittime della dittatura, prosegue ancora.

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