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Delitto Anna Bracci: se ne parla 65 anni dopo – Sabrina Ragucci

unnamedIl delitto di Anna Bracci: se ne parla a distanza di 65 anni. Nel quartiere che ha fatto da sfondo all’omicidio, Roberto Morassut, storico e gia’ assessore delle giunte Veltroni, ha presentato il libro dedicato alla storia di “Annarella” dal titolo “Primavalle, il delitto di Anna Bracci”, la cui triste fine tanta risonanza e commozione suscito’ nella popolazione romana nel dopoguerra. All’incontro, tenutosi presso la Biblioteca  Comunale Franco Basaglia a Primavalle ed organizzato dal circolo letterario Franca Rame, hanno partecipato le coordinatrici Sonia Luche e  Stefania Giannetto e gli studenti delle scuole del quartiere. L’autore ha spiegato ai ragazzi presenti, le dinamiche che ruotarono allora intorno a uno dei primi fatti eclatanti di cronaca a Roma nel dopoguerra, ovvero l’ uccisione e il ritrovamento del corpo di una ragazzina allora dodicenne,  Anna Bracci appunto, a cui oggi è intestato l’omonimo parco nel cuore del quartiere Primavalle. Lo si potrebbe definire una sorta di caso Gambirasio o Scazzi ma proprio di un tempo in cui non c’ erano indagini approfondite aiutate da  esami del dna ne tantomeno telecamere. Allora le indagini erano esclusivamente in mano alla polizia che era rimasta quasi interamente quella  che faceva capo al  periodo Fascista la stessa che arrestò Girolimoni per intenderci, innocente poi scagionato, presunto mostro del periodo che precedette il dopoguerra. E risulta ancora piu’ importante la minuziosa ricostruzione dell’affacciarsi sulle borgate Romane, quelle periferie urbane successivamente fotografate in capolavori del Neorealismo come “Europa 51” di Rossellini con Ingrid Bergman, ambientato  proprio a Primavalle, dei suoi personaggi delle sue dinamiche. Allora le borgate erano terre di scorribande e malfamati vivai di delinquenza ma anche spaccati umani e teatro di un vasto tessuto sociale popolare , di tante famiglie numerose e per bene, di operai , di donne che andavano  a lavorare, di sezioni politiche ,di persone che affollavano i lotti dove nei cortili risuonava l’ eco della voce di tanti, allora ne nascevano tanti, bambini e ragazzini che giocavano rincorrendosi tra quei  piccoli giardinetti. Una di quei bambini era Annarella che scomparve la sera del 18 Febbraio 1950 per esser poi ritrovata morta in un pozzo in una località adiacente il 3 marzo. Spunto’ un colpevole o presunto, spuntarono tanti personaggi che da allora si susseguirono in questa brutta storia di malapovertà  degrado  e crimine avente le caratteristiche di un vero e proprio giallo, ricostruito dall’autore nel libro tramite le testimonianze dell’ epoca e grazie ad un gran lavoro di ricerca e filologia narrato in un racconto avvincente. Una trama che appassiona e che ha il merito di aver riportato all’ attenzione una vicenda che, nonostante il clamore che suscitò in quel tempo, venne poi completamente dimenticata. Ci sono voluti tanti decenni per ricordare Anna nel parco antistante la biblioteca Franco Basaglia e a lei ora intestato, quasi a significare che nulla meglio della vita degli alberi riesce a ricordare l’esistenza dell’essere umano. Ma ad aggiungere una curiosita’, viene spontaneo per chi, come la sottoscritta, ha narrato in queste poche righe un fatto di cronaca vera, sottolineare il privilegio di aver potuto conoscere di persona I luoghi, le voci e I protagonisti di una Primavalle vivace e dura, di un quartiere in cui la politica era vita e in cui la vita da semplice e lineare poteva trasformarsi in un istante, in un’esperienza drammatica e cupa.

 

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