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Registro Unioni civili: il campidoglio ha detto si

Dopo la bagarre di ieri in aula Giulio Cesare, il Campidoglio ha detto si al registro delle unioni civili. Stamattina a presidiare l’operato dei consiglieri, dopo lo scontro molto serrato di ieri pomeriggio, i sostenitori della proposta di delibera 96/2013. E finalmente con 32 voti favorevoli, 10 contrari e un astenuto, l’Assemblea Capitolina si è’ espressa favorevolmente. I Firmatari del provvedimento i consiglieri Imma Battaglia (Sel), Virginia Raggi (M5s), Riccardo Magi (Lista Civica Marino), Giulia Tempesta (Pd), Svetlana Celli (Lista Civica Marino) e Massimo Caprari (Centro democratico) e i consiglieri, al grido di “Bella ciao” degli attivisti pro-delibera hanno accolto l’ok dell’Aula.
La delibera istituisce dunque il registro unico per tutti i Municipi di Roma Capitale, omogeneizzando quindi quelli già esistenti in alcuni di loro. Potranno iscriversi “le coppie formate da persone maggiorenni e conviventi di qualsiasi sesso, italiane o straniere, e che non siano legate tra loro da vincoli giuridici, che non facciano parte di un’altra unione civile e che non siano sposate, vincolo quest’ultimo che cade al momento dell’annotazione della separazione, senza quindi dover aspettare il divorzio”. Inoltre l’atto dell’iscrizione potrà essere accompagnato da una cerimonia – nei locali comunali solitamente adibiti alla celebrazione dei matrimoni civili – che celebrerà il rilascio dell’attestato di unione civile. Tra gli altri emendamenti inseriti, spicca quello che prevede che “gli attestati delle trascrizioni dei matrimoni contratti all’estero sono inseriti nel registro delle unioni civili”. A firmarlo, inserendo nel provvedimento l’articolo 6 “Trascrizione matrimoni”, i consiglieri Francesco D’Ausilio (Pd), Giulia Tempesta (Pd), Fabrizio Panecaldo (Pd), Imma Battaglia (Sel) e Gianluca Peciola (Sel). In tema di sanità, invece, un altro emendamento, presentato da uno dei firmatari, Riccardo Magi, consigliere radicale eletto nella Lista Civica Marino, “equipara al parente prossimo le due persone che fanno parte dell’unione civile, ai fini dell’assistenza sanitaria”. “Ci aspettiamo che il prossimo passo arrivi da una legge nazionale che, così come affermato autorevolmente dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, sarà votata entro i primi mesi del 2015”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Ignazio Marino, interpellato dopo l’approvazione da parte dell’Assemblea capitolina della delibera che istituisce il registro unico delle unioni civili a Roma, a chi gli chiedeva quale sarebbe stato ora il prossimo passo sul tema. (28 gennaio 2015)

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