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Il capo di Stato, la pattumiera di regime e il coraggio che non c’e’

Se esce un vincitore dallo scontro sul capo di Stato, quello e’ sicuramente il Pd. Con poche mosse si e’ ricompattato il partito, si sono create ampie convergenze da sinistra al centro, si e’ messo in scacco Berlusconi e nel sacco il Movimento cinque stelle. In piu’, considerazione non trascurabile, si e’ sottolineato come il ‘patto del Nazareno’ in realta’ non sussista in modo permanente, in virtu’ di un sostanziale e progressivo distacco dal Cavaliere. Stride in questo quadro il fatto che per individuare un nome si e’ dovuto far ricorso alla nomenklatura democristiana che, assieme alla scuola politica bersaniana, ha mostrato l’esistenza nel Paese di due grandi blocchi che ancora la fanno da padrone sulle scena politica nazionale. In sostanza i grillini per la seconda volta dal loro ingresso in Parlamento non sono stati in grado di creare un movimento alternativo sostenendo il nome di Prodi, peraltro votato dalla base pentastellata, e la sinistra del partito e l’ala piu’ radicale non ha potuto proporre un personaggio nuovo, sostenendo come portabandiera Luciana Castellina. Tutto cio’ perche’ in fondo in fondo a guardare e a cercare nomi di un certo rilievo si nota un buco generazionale non indifferente. E su questo il PD dovrebbe meditare. Non aver formato una classe dirigente politicamente rilevante in questi anni, preferendo signorsi’ e signoresi’, mostra ora tutta la sua vacuita’ dal punto di vista delle scelte strategiche. Rintanarsi nella turris eburnea delle liste bloccate produce questi risultati. Cosi come pure persistere in slogan inconcludenti da parte dei grillini. Non c’e’ di fatto una nuova generazione non soltanto di politici ma anche di personaggi di rilievo, ovvero il corpo politico e’ specchio della nazione. La decadenza degli intellettuali, per dirla con Zygmunt Bauman, e’ sotto gli occhi di tutti e produrra’ nel futuro una pattumiera di regime nella quale andremo a cercare disperatamente un nome non altisonante ma semplicemente rispettabile per la piu’ alta carica dello Stato. Quanto accade oggi e’ una vittoria del PD con alcuni buchi neri. Occultarli dietro il nome di Sergio Mattarella e’ solo una modalita’ per sostenere ancora questo corpo asfittico che non produce novita’. Perche’ non basta esser giovani per saper dirigere un Paese, e Renzi lo dimostra. Ci si deve misurare, risolvere i problemi delle persone, sentirli come propri e incardinarli in un discorso di positivita’ futura. Dare la speranza che l’Italia di domani sia nettamente migliore di quella di oggi, con politici esperti e in grado di sostenere le sfide dell’economia globale. La politica, come scrisse un altro ‘grande vecchio’, e’ ‘sangue e merda’, e ci devi esser entrato in contatto anche drammaticamente per capire l’importanza dell’operare e la saggezza dei movimenti. Ripartire da dove allora? Proprio dalla politica, perche non e’ una brutta parola. E’ un termine nobilissimo che denota il grande coraggio di chi si accolla il benessere degli altri. E farlo capire facendolo penetrare nella coscienza collettiva. Scuole politiche innovative ed in periferia, ovvero I luoghi abitati dalla cittadinanza che non ha piu’ una speranza nel futuro e che e’ il riflesso del corpo politico. E’ li che si dovra’ portare un messaggio di positivita’. Perche’ cambiare si puo’ e bisogna crederlo. Perche’ e’ possibile vincere le sfide anche piu’ dure e difficili perche’ l’essere umano e’ dotato di risorse inimmaginabili. Vincere non solo con il sogno ma anche con una te’chne, perche’ la politica e’ tecnica come qualunque altra disciplina. Competenza e tecnica ma non solo…Bisogna essere “volpe e lione” scriveva il Machiavelli in un libello ancora oggi attuale per la capacita’ di rappresentare il popolo italiano, riferendosi alle virtu’ del Principe, uomo dotato di sagacia ma anche di coraggio. E il coraggio e’ ora quello che serve, non da parte dei politici attuali, ma da parte dei cittadini per riscattarsi una volta per tutte dal corpo politico asfittico che oggi li rappresenta e che decide per loro conto.

 

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