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patrimonio comunale: all’asta 571 immobili

10959577_407740756060651_4619621370312253143_nRoma Capitale da il via alla vendita di 571 immobili comunali tra abitazioni, locali commerciali, magazzini e cantine. Edifici messi all’asta per un valore complessivo stimato di 308.838.820 euro. Si tratta della delibera comunale 88/2013 che autorizza l’alienazione di una parte del patrimonio immobiliare di proprieta’ di Roma Capitale presentata dal Sindaco di Roma, Ignazio Marino, dall’Assessore al Patrimonio, Alessandra Cattoi, e dal Presidente della Commissione Patrimonio, Pierpaolo Pedetti. “Si tratta di un lavoro complesso ereditato dal precedente assessore Nieri. Un atto di trasparenza, equita’ e concretezza che cancella i privilegi salvaguardando le fasce deboli e riattivando gli investimenti in opere pubbliche. Gli immobili posti in vendita – ha detto Cattoi – sono edifici che non hanno alcun valore strategico per l’amministrazione e i fondi ricavati dall’alienazione saranno restituiti alla citta’ in termini di servizi e investimenti pubblici a partire dall’edilizia residenziale pubblica e opere di manutenzione urbana”. Secondo Pierpaolo Pedetti, che ha seguito il lavoro in commissione sulla delibera da piu’ di un anno e mezzo “questo atto rappresenta uno degli obiettivi fondamentali di questa amministrazione: dall’impegno preso con il piano di rientro al liberarci di un patrimonio che non e’ piu’ utile. Nel 2015 non ha nessun senso che un’amministrazione comunale sia proprietaria, ad esempio, di appartamenti a Fontana di Trevi. Dobbiamo liberarci di questo patrimonio non strategico perche’ abbiamo bisogno di risorse per far funzionare i servizi dei cittadini e, quindi, credo questa sia una operazione di grandissima portata sociale per fare nuove opere pubbliche”. In particolare, si tratta di 571 immobili disposti nei diversi municipi, soprattutto nella prima cintura urbana e nel centro storico: 294 residenziali, 164 non residenziali e 113 misti. Escluse le bottegje storiche e inclusi immobili fuori dal territorio comunale. La vendita degli immobili avverra’ tramite una procedura ad evidenza pubblica con diritto di prelazione e di acquisto agevolato del 30% a chi abita da almeno 5 anni in un appartamento, diritto di acquisto a costo agevolato per immobili occupati con regolare contratto di affitto e divieto di rivendita dell’immobile per 5 anni contro le speculazioni. La delibera contiere, inoltre, “la tutela delle fasce sociali deboli – ha sottolineato Cattoi – con la garanzia della permanenza negli alloggi a quei nuclei familiari che dispongono di un reddito annuo inferiore a 28mila euro e che non intendono avvalersi dell’opzione di acquisto”. Previsti inoltre molteplici forme di tutela per i nuclei familiari che hanno un congiunto portatore di handicap o per anziani con soglia di eta’ oltre i 75 anni. “Qualcuno per tanti anni ha avuto dei privilegi, e la politica glielo ha permesso, che non sono accettabili. Noi invece puntiamo alla trasparenza”, ha concluso Marino.

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