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Prostituzione: la zona che divide, il coraggio delle istituzioni locali e la latitanza della politica ‘alta’

Dichiarare di voler fare una zona in cui mettere ‘sotto controllo’ le prostitute sfruttate e’ un atto coraggioso, senza se e senza ma. Un atto che pero’ sconquassa il mondo politico e la societa’, finora dormienti, dimostrando che la prostituzione ancora oggi e’ un argomento tabu’. Tante infatti sono state le reazioni contrarie alla decisione del presidente del Municipio Roma IX, Andrea Santoro, di voler portare avanti il progetto di zoning nel quartiere dell’Eur, di fatto ora un vero e proprio quartiere a luci rosse. Ma chissa’ perche’, ancora oggi, con il quartiere del pentagono della capitale, sede di tantissimi uffici e di ministeri, tra tutti la Confindustria, che vede convivere impiegati, funzionari e prostitute sia di giorno che di notte, una tale volonta’ viene considerate come un’offesa a tutte le possibili qualita’ dell’essere umano. Eppure il progetto in se’ e’ piuttosto semplice, Si tratta di interdire al traffico e all’esercizio della prostituzione alcune zone e di concentrare la presenza delle prostitute in zone non abitate. IL tutto per permettere un primo serio controllo sulle persone prostituite, tentare di analizzare le reti di sfruttamento, consentendo di portare di fronte ad un tribunale alcuni sfruttatori e smontare la ‘bomba sociale’ della presenza delle prostitute sotto le case dei cittadini. Non sembrerebbe dunque esserci una ragione plausibile per essere contrari ad un intervento di questo tipo, peraltro classificabile come ‘riqualificazione urbana’ piu’ che come un progetto sociale vero e proprio. Ma perche’ questo coro unanime di voci avverse? Potremmo dire che cio’ avviene perche’ si squarcia un velo di silenzio e che quindi questo si tende a mostrare le crepe dell’inazione della politica nazionale, intenta piu’ alle alleanze che a modificare la legge Merlin? Potremmo anche dire che questo atto pone i cittadini, I clienti in primis ma anche I menefreghisti di turno, di fronte alla incapacita’ di gestire se’ stessi e di fare I conti con una realta’ che al momento e’ solo sfruttamento.? Potremmo anche sottolineare come I proventi di questo traffico vadano ad ingrassare il bottino della criminalita’ organizzata che a cascata permette agli sfruttatori di godere di impunita’ e di connivenze e che quindi le reazioni contrarie sono in realta’ reazioni volte a conservare simili situzioni? Pochissime sono infatti le prostitute di strada che si autogestiscono e il cliente dovrebbe ben sapere che il consumo di una prestazione equivale a sostenere il riciclaggio del denaro sporco e lo sfruttamento di una persona. Ma tutto cio’ non interessa soprattutto ai politici benpensanti che oggi, di fronte alla dichiarazione coraggiosa di un presidente di un Municipio romano che non ha potere per legiferare e vede il problema manifestarsi drammaticamente, criticano sterilmente. Avessero fatto qualcosa in tanti anni di politica, non saremmo a questo punto ora. Ma il coro unanime di critiche e’ segno che la strada e’ giusta, visto che anche una dichiarazione e’ un fulmine a ciel sereno che sconquassa un panorama triste e desolante di connivenza collettiva. Vada avanti il Presidente Santoro, sapendo che rischia moltissimo, ma vada avanti perche’ il velo va squarciato e tutti vanno posti di fronte alle loro responsabilita’. Tutti, nessuno escluso. E perche’ qualcosa finalmente cambi!

Categorie:Blog, Politica

1 risposta »

  1. Un primo positivo passo delle istituzioni locali che si spera possa far pressione verso il parlamento
    al fine di legalizzare questa attività.

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