Cronaca

Atene chiama, Roma risponde. Sinistra in piazza “Dalla Parte Giusta”! – Giampaolo Martinotti

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L’appello lanciato da “Cambia la Grecia, Cambia l’Europa”, campagna promossa dalla rete europea transform!, è stato prontamente raccolto dal fronte sociale e politico alternativo, agli albori forse della sua fase di costruzione e di coesione. Una settimana di mobilitazione indetta in solidarità con la Grecia e il governo di Alexis Tsipras, leader di Syriza eletto a fine gennaio, nella quale le maggiori forze protagoniste delle lotte autunnali hanno voluto ribadire la propria instancabile volontà di contrapporsi alle distruttive politiche di austerità imposte dalla toika e tanto care al governo Renzi. Dopo avere dato vita a un vivace presidio mercoledì 11 nei pressi dell’Ambasciata di Germania, in concomitanza con la riunione straordinaria dell’Eurogruppo a Bruxelles, è stata indetta una manifestazione nazionale sabato 14, chiedendo di «alzare la testa e non avere paura» perchè «il ricatto della BCE al nuovo governo greco è un ricatto contro tutti noi». Roma ha visto ha più di ventimila persone sfilare in corteo da piazza dell’Indipendenza al Colosseo, un successo. Dal Forum dei movimenti per l’acqua pubblica, partecipazione particolarmente significativa, all’Unione  Inquilini, impegnati in una estenuante opposizione al “piano-Lupi”, dai giovani di Act e della Rete dei centri sociali al collaudato tandem formato da Susanna Camusso e Maurizio Landini alla testa di Cigl e Fiom. Senza dimenticare L’Altra Europa con Tsipras, interprete principale dell’evento, e le adesioni di molti personaggi più noti del calibro di Don Luigi Ciotti e Toni Servillo. La settimana di mobilitazione in sostegno alla Grecia, in connessione a quelle nel resto d’Europa, scaturisce dalla decisione della BCE di chiudere i rubinetti ad Atene, togliendo liquidità alle banche elleniche dopo avere giudicato la revisione del programma di salvataggio a rischio, mettendo in difficoltà Yanis Varoufakis, neo-ministro delle finanze greco. Il premier Tsipras intanto affermava che «Il governo di Atene è pronto a rinegoziare il debito con partner e finanziatori per una soluzione giusta e duratura». E’ evidente come i primi provvedimenti del nuovo governo non siano stati graditi ai funzionari europei: aumento del salario minimo, ripristino della contrattazione collettiva, universalità dei servizi di pronto soccorso, elettricità gratuita per trecentomila poveri. Ma forse la crepa nel vaso di Pandora, per così dire, potrebbe essere stato lo stop alle privatizzazioni, manovra estremamente difficile da accettare per una politica completamente assoggettata alla logica del “privatizzare per salvare il bene pubblico”, che basa le sue strategie di uscita dalla crisi economica su di un modello di sviluppo miope, accecato essenzialmente dalla ingannevole egemonia neoliberista, i cui risultati controproducenti sono sotto gli occhi di tutti. E qualunque sia il programma per il quale Syriza, che ha fatto del mutualismo la sua bandiera, è stata liberamente scelta dal popolo greco per governare, poco importa; pare evidente come le relazioni tra economia e politica vedano oggigiorno la seconda subordinata alla prima, mettendo in discussione i presupposti della democrazia stessa. La resistenza del popolo greco e del suo governo coinvolge l’Europa intera e non può essere miseramente ridotta a una sterile polemica tra creditore e debitore, ma bensì si inserisce nel conflitto tra due modi di vedere il mondo: il potere del capitale e la sfrenata ricerca del profitto da una parte, la vita e la dignità delle persone dall’altra. Come ricorda dal palco il giornalista e dirigente di Syriza Argiris Panagopoulos: «Chi governa ora in Grecia viene da lontano, viene da Genova, viene dal G8 del 2001, viene da piazza Alimonda: il patrimonio politico è quello». In gioco quindi ci sono la libertà, la democrazia, i diritti e un’altra idea di società fondata sulla giustizia sociale e l’uguaglianza;  «Siamo qui per costruire la lotta, qui per dare il sostegno a Syriza», aggiunge Eleonora Forenza, attivista ed europarlamentare della Lista Tsipras. Tra i fiori in segno di lutto e uno striscione “Basta con le morti nel Mediterraneo, no all’Europa fortezza”, Roberto Morea, dirigente di “transform!” e coordinatore nazionale de L’Altra Europa, cita le vittime innocenti e invita tutti alla mobilitazione antirazzista in programma per il 28 febbraio per fare sapere alle destre xenofobe che a Roma non c’è posto per loro. L’opposizione dell’Eurogruppo intanto, dalle ultime notizie, si fa sempre più forte. Forse è solo giunto il momento di non avere paura e unirsi.

 

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