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Metti una sera sulla metro A: I tifofi del Feyenoord, il cabaret metropolitano e il misterioso lettore del Corano

 

cropped-metropolitana-di-roma.jpeg Personaggi su una scena pubblica quasi a disegnare un teatro immaginifico e denso di suggestioni seppur inscenato sui vagoni della metropolitana romana . E poi un cantante cabarettista rumeno ma dal nome slavo, Bohdan, un misterioso lettore del Corano con il capo coperto ma le scarpe costosissime ai piedi e un gruppo di viaggiatori complici dello spettacolo. Puo’ capitare anche questo nella metropolitana del ventre molle della capitale, da Anagnina a Battistini, da un capo all’atro della citta’ eterna gia’ preda nel suo ventre nobile dei violenti tifosi della squadra di Rotterdam, rasserenata invece nel sottosuolo dalle note di un bravo artista di strada. Un cabarettista di “cabaret metropolitano” la cui storia artistica e’ lunga e la cui perizia e’ evidente. Suona, intrattiene, riesce a coinvolgere il pubblico che a sua volta grato per questo momento di allegria, lo ricambia debitamente. A pochi passi da lui, un viaggiatore legge a voce alta il Corano, tenendo il ritmo della lettura anche con I movimenti del corpo e mantenendo il capo coperto. Tra I due c’e’ il massimo rispetto. Ognuno mantiene il controllo di se’ e delle proprie attivita’ con estrema tranquillita’. I viaggiatori tengono il ritmo applaudendo e addirittura si intona il coro “Grazie Roma” congiuntamente. Il tutto mentre in superficie I gruppi dei tifosi violenti si fanno scudo con turisti e passanti mettendo in crisi ancora per una volta il Prefetto Pecoraro, preoccupato di arginare un primo piano sul controllo delle prostitute all’Eur con tanto di titoloni sui giornali mentre in questa occasione risulta stretto tra le rimostranze del Sindaco e quelle del Questore. Sembrerebbe di trovarsi di fronte a due citta’ che marciano a velocita’ differenti, animate l’una dalla violenza e l’altra dall’arte di strada praticata da un uomo che negli anni ha costituito anche una discendenza nella sua disciplina, introducendo al “cabaret metropolitano” anche altri giovani. Peccato pero’ che Bohdan, che in tutte le sue declinazioni slave significa “dato da Dio” assimilabile a Deodato, non faccia notizia mentre un carico di violenti non arginati preventivamente da un piano di sicurezza con falle evidenti, regni incontrastato sulle pagine dei giornali.

 

 

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