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Ncc: paralizzano Roma per chiedere il ritiro della delibera 379/2014

foto-69Ncc paralizzano Piazza Venezia e vie limitrofe per chiedere il ritiro della delibera 379/2014. Giornata di mobilitazione nel centro storico della capitale e nelle vie adiacenti per gli autonoleggiatori con conducente, al centro delle rivendicazioni, la necessita’ di veder garantita la possibilita’ di poter esercitare in base alle dichiarazioni relative alle sentenze della Corte Costituzionale che tutelano la libera concorrenza. “Le imprese esercenti attività di noleggio con conducente hanno proclamato lo stato di agitazione e sono in piazza, oggi, per manifestare contro il Comune di Roma ed esprimere la propria indignazione nei confronti del Sindaco Ignazio Marino e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Onorevole Maurizio Lupi. – e’ quanto ha dichiarato in una nota, Mauro Ferri, presidente A.N.I. Tra.V. – Le Amministrazioni Pubbliche non possono e non devono continuare ad ignorare le regole dettate dalla Costituzione e dalle Normative Europee. Il Comune di Roma, attraverso una Delibera di Giunta, mette in atto un provvedimento che non solo va ad incidere ed interferire sul mercato dei servizi pubblici non di linea ma viola i principi sulla tutela della concorrenza. Questa Delibera, inoltre, oltrepassando ogni ragionevolezza, si scontra con la nostra Costituzione Italiana e con la stessa Legge Quadro per gli autoservizi pubblici non di linea. Se il Sindaco non ritira la Delibera 379 del 30 dicembre 2014, che entrerà in vigore domenica 1 marzo, siamo pronti a paralizzare la città di Roma. Il Comune di Roma continua ad emanare regolamentazioni per l’accesso al territorio di Roma Capitale su input della lobby tassista.  Il Sindaco Marino, così facendo, metterà in ginocchio 4.000 imprese ed oltre 6.000 famiglie che vivono nella città di Roma. Noi non lo permetteremo e siamo pronti a lottare mettendo in atto ogni forma di protesta consentita.  – continua il Presidente Anitrav – La Corte Costituzionale ha chiaramente affermato che non si possono adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose e che non si può limitare il diritto dei cittadini di esercitare in qualunque parte del territorio nazionale la loro professione, impiego o lavoro (art. 120, secondo e terzo comma, della Costituzione) – conclude il Presidente A.N.I.Tra.V – La stessa Corte Costituzionale ritiene che da questi principi dettati dalla Costituzione discenda il divieto per i legislatori di frapporre barriere di carattere protezionistico alla prestazione, nel proprio ambito territoriale, di servizi di carattere imprenditoriale da parte di soggetti ubicati in qualsiasi parte del territorio nazionale, nonché, in base ai principi comunitari sulla libertà di prestazione dei servizi, in qualsiasi paese dell’Unione Europea (sentenza n. 207 de 2001, cui adde sent. N. 375 del 2003), mentre la stessa Corte già nel 1998 (sent. n. 362) sosteneva che dagli art. 41 e 120 Cost. “emerge una nozione unitaria di mercato che non consente la creazione di artificiose barriere territoriali all’espandersi dell’impresa”.

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