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Atac: tagli a bus e addio stipendi d’oro. Il futuro dell’azienda di trasporti della capitale nel “dopo Parentolpoli”

cropped-cropped-metropolitana-di-roma1.jpegAtac al collasso? Ora spazio a tagli al servizio pubblico per far fronte ai bilanci in rosso, inchieste e rinvii a giudizio. E’ questo l’esito drammatico della gestione degli ultimi anni dell’azienda di trasporti della capitale, una delle piu’ grandi d’Europa e con tutta probabilita’ una delle peggiori. Dodicimila dipendenti, un miliardo di passeggeri, per un bilancio tutto in rosso. Il conto e’ salatissimo ed a pagarlo sono in primis gli utenti del servizio che in tutti I quartieri della capitale ha tagliato sulle linee e sulle frequenze. Un conto generato dalle assunzioni a pioggia, il caso célèbre della parentopoli di Alemanno, dagli sprechi sugli emolumenti da centinaia di migliaia di euro nonche’ dalle intraprese varie su diversi appalti. Con Atac tutto e’ possibile. Si pensi al caso dei biglietti falsi per organizzare un giro di fondi neri al fine di finanziare la politica che ha acceso i fari sull’organizzazione interna dei processi di produzione dei titoli di viaggio. Si pensi ai chilometraggi inferiori rispetto a quelli del contratto di servizio, come e’ stato riportato in articoli di stampa generati da un dossier dell’associazione Codici. Si pensi alle assunzioni selvagge con logiche clientelari con stipendi da capogiro. E infatti ora, per la parentopoli dell’azienda, in sei sono finiti alla sbarra degli imputati. Oltre all’ex assessore Marco Visconti ci sarebbero l’ex amministratore delegato Adalberto Bertucci, il dirigente dei Servizi informatici Luca Masciola, il dirigente Vincenzo Tosques, l’ex ad Antonio Marzia, di Tullio Tulli (già direttore generale di Trambus Spa), tutti accusati dal pm Francesco Dall’Olio, di aver utilizzato Atac come un contenitore utile per la redistribuzione clientelare dei posti. Sulla metro C, dopo la famosa relazione della corte dei conti, si attendono le verifiche del caso. Il tutto pero’ poggia sulle spalle dei cittadini romani che, a fronte di un aumento del costo del biglietto e dell’abbonamento, vedono un servizio ogni depauperato e decisamente inefficiente.

Categorie:Blog, Cronaca

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