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Bosco di Capocotta in pericolo: e’ allarme!

 

cornioloCornioli in fiore, il gracidio delle rane e il canto degli uccelli, questo era il paesaggio del bosco di Capocotta prima che arrivassero i boscaioli pronti a tagliare alberi. Ora, i timori rischiano di tramutarsi in una realta’ drammatica ed irreversibile per uno degli ultimi boschi planiziali del Lazio. E sul web si scatena la rabbia. “Le assicurazioni istituzionali non sono riuscite a fermare le seghe e le scuri dei boscaioli. I primi due lotti saranno tagliati fino a fine lavori entro il 15 aprile. Infatti è questo il limite temporale posto dal Regolamento forestale della Regione Lazio, probabilmente pensato per le faggete appenniniche e non per boschi planiziali in ambiente sub-mediterraneo. – e’ quanto fanno sapere dall’associazione “amici della riserva di Decima Malafede” – Del resto non c’è da biasimarli, chi mai si sarebbe aspettato che uno pochi dei boschi planiziali del Lazio potesse essere sottoposto a taglio? Infatti oltre che nella Riserva di Decima Malafede, tali ambienti rimangono all’interno della Tenuta Presidenziale di Castel Porziano, nel Parco Nazionale del Circeo e nel piccolo bosco di Foglino a Nettuno. capocotta_taglio3Tutte aree sottoposte in qualche modo a un regime di tutela tale che le autorizzazioni necessarie per eventuali tagli dovrebbero essere sottoposti ad iter più complessi e a controlli e prescrizioni più rigorose. Evidentemente per l’Ente RomaNatura questo è valido solo in parte, quantomeno non è valido al punto tale da considerare che in ambiente Mediterraneo gli animali cominciano le attività riproduttive già dalla fine del mese di febbraio. Ed in effetti oggi nel bosco di Capocotta i piccoli uccelli canori residenti erano tutti in canto e le Rane agili erano in giro. Anche assumendo che non fosse possibili impedire il taglio perchè non sono stati posti limiti temporali che preservassero il periodo riproduttivo degli animali? Questo nello specifico ma più in generale pensiamo che un bosco dall’alto valore ecologico e dalla limitata estensione (160 ettari) debba essere tutelato con ben altri strumenti. Quantomeno ci sarebbe da sperare che una quercia vi possa morire di vecchiaia e non essere tagliata per ribadire che, prima di essere la casa di alberi e uccelli, un bosco è una proprietà privata da mettere a profitto.” Abbiamo richiesto chiarimenti all’Ente Romanatura sulla questione con l’intento di seguire da vicino la questione.

Categorie:Blog, Cronaca

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